Pomodoro, preoccupazione per il mancato accordo

Le Organizzazioni del pomodoro da industria del Bacino del Centro Sud, aderenti alle Unioni Nazionali Unaproa e Italia Ortofrutta, rispondono alla “provocazione” degli industriali


pomodoro

Le Organizzazioni del Pomodoro del Bacino del Centro Sud, che  condividono le preoccupazioni dell’Anicav per il mancato accordo sulla campagna pomodoro di quest’anno,  esprimono il loro disappunto per quanto riportato nel comunicato dell’Associazione degli industriali.

Le proposte, definite “irricevibili”, avanzate dalle op nel documento inviato all’Anicav sono dettate soprattutto dalla necessità di tutelare il reddito dei produttori associati. Tale traguardo, precisano le Organizzazioni, non si raggiunge proponendo ogni anno un abbassamento del prezzo del pomodoro. Viene inoltre ritenuto offensivo  considerare “provocatoria” la richiesta di un prezzo che metta i produttori nella condizione di non fallire, dovendo nel contempo soddisfare le continue, e di sicuro condivisibili, richieste industriali riferite a certificazioni di qualità e di eticità comportamentale.

Quanto poi alle clausole contrattuali sanzionatorie, le Organizzazioni affermano che sa bene la parte industriale che le stesse, quando applicate, si sono registrate solo a danno dei produttori. Le Organizzazioni non sono contrarie a norme “seriamente impegnative” che prevedano regole che mettano il comparto in condizione di gestire nel migliore dei modi la campagna di consegna e trasformazione, sia in riferimento alla qualità che alla quantità. Allo stesso tempo però sono preoccupate dal fatto che non ci sia un sistema vero di controllo che salvaguardi chi le regole le rispetta e sanzioni chi agisce al di fuori di queste..

Le Organizzazioni non accettano la proposta di riduzione del differenziale di prezzo tra pomodoro tondo e lungo che favorirebbe il declassamento di un prodotto come il pelato, che è patrimonio di una fetta importante di operatori, e resta per il momento, una peculiarità delle  aree del Centro-Sud. Sono addirittura meravigliate da una proposta del genere, nel momento in cui la stessa Anicav è promotrice della richiesta di riconoscimento dell’Igp del pomodoro pelato.

Viene rigettata la definizione di “palese incapacità”, ricordando agli industriali la lunga esperienza di confronto e concertazione che in momenti forse più difficili ha visto le Organizzazioni responsabilmente partecipi nell’affrontare le problematiche del comparto caricandosi di oneri e responsabilità.

Le Op, ritenendo opportuna una ripresa del tavolo negoziale, invitano l’Anicav a un approccio costruttivo che riporti nel giusto ambito la materia negoziale, esprimendo a loro volta «con grande rammarico la manifesta e incomprensibile rigidità della parte industriale, posizione che non giova a nessuno, ne agli industriali ne agli agricoltori, favorendo soltanto quella zona “grigia” che provoca gravi ripercussioni sull’intera filiera del pomodoro».


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