Pomodoro da industria, l’irrigazione è importante

L’acqua è un elemento che limita la produzione. Un’analisi dei fabbisogni e dei metodi di distribuzione più efficienti


pomodoro

I soddisfacimento dei fabbisogni idrici del pomodoro da industria è un fattore essenziale ai fini quantitativi e qualitativi delle produzioni ottenibili della coltura.

Il pomodoro è una coltura particolarmente sensibile, sia per le caratteristiche fisiologiche del suo apparato radicale, sia alle carenze che agli eccessi nella disponibilità di acqua.

Nel pomodoro la carenza idrica porta riflessi negativi sulla crescita, arresta l’evoluzione fiorale, favorisce la cascola dei fiori e dei frutticini e, nella fase di ingrossamento dei frutti, provoca il marciume apicale ostacolando l’assorbimento e la traslocazione del calcio.

D’altro canto l’eccesso idrico costituisce uno spreco di acqua, provoca il dilavamento degli elementi nutritivi e fenomeni di asfissia radicale, favorisce una maggiore suscettibilità agli attacchi parassitari e determina un peggioramento della qualità del prodotto (abbassamento del contenuto di zuccheri, del residuo secco e dell’acidità).

In ragione di ciò non è conveniente spingere l’irrigazione fino ai massimi livelli ed è importante tenere in considerazione la quantità delle piogge ai fini della sospensione dell’irrigazione.

Molto opportuna ai fini della guida della irrigazione risulta l’adozione di sonde sotterranee che, rilevando con varie modalità il tenore idrico, riescono ad indirizzare con dati oggettivi gli interventi irrigui.

Nei riguardi della salinità il pomodoro risulta meno esigente rispetto ad altre colture (vedi tabella), per cui si possono utilizzare anche acque che presentino moderati livelli di salinità.

Il fabbisogno irriguo

Il fabbisogno irriguo, cioè l’acqua che deve essere distribuita con l’irrigazione, non corrisponde al fabbisogno idrico. Questo perché da una parte esistono gli apporti naturali di acqua (riserva idrica utile del terreno, piogge, risalita capillare da falda) che incrementano la disponibilità idrica, e dall’altra bisogna considerare l’efficienza del sistema di irrigazione che non è mai pari al 100%, per cui bisogna fornire un apporto superiore di acqua tenendo conto delle dispersioni dei metodi irrigui.

Nel calcolo del fabbisogno irriguo si considerano:

–   le piogge utili, cioè la frazione di pioggia che effettivamente a vantaggio della coltura, senza essere dispersa per ruscellamento, percolazione profonda o evaporazione;

–   gli apporti di falda: il contributo della falda è determinato dalla sua profondità, dalle proprietà capillari del terreno, dal contenuto idrico nella zona esplorata dalle radici.

–   In genere questa componente viene tenuta in grande considerazione quando la falda è abbastanza superficiale;

–   l’acqua accumulata nel terreno: le piogge invernali e la neve possono apportare al terreno grandi quantità di acqua, che sono in parte disponibili all’inizio della stagione di crescita. Per il pomodoro trapiantato tuttavia le riserve del terreno, costituitesi durante il periodo invernale, diventano rapidamente insufficienti.

Se non consideriamo l’efficienza del sistema di irrigazione, si può stabilire che:

Fabbisogno irriguo = Fabbisogno idrico – Apporti naturali

 

I metodi impiegati

Tralasciando i metodi più antichi di irrigazione, che sono quelli per scorrimento o per solchi con infiltrazione laterale, che non comportavano investimenti in attrezzature irrigue, ma presentavano elevatissime inefficienze, attualmente i principali sistemi di irrigazione nel pomodoro da industria sono per aspersione o per microirrigazione.

L’irrigazione per aspersione sfrutta il suolo come un serbatoio che, una volta esaurita la sua riserva, viene ricaricato fino alla saturazione idrica. L’acqua si sposta dalla superficie verso il basso grazie alla forza di gravità. Se l’irrigazione è eccessiva si hanno delle perdite in profondità per infiltrazione.

Essa viene attuata nel pomodoro da industria nella maggior parte dei casi mediante le seguenti tipologie di impianti semoventi:

  1. gli impianti semoventi di maggiore dimensione sono i pivot, costituiti da lunghe tubazioni (100-800 m) sospese su carrelli che portano gli irrigatori.

 

* Coordinamento tecnico Terremerse 

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