Pomodoro a tutto export, il preferito resta il pelato

Punta di diamante dell’agroalimentare nazionale con il 60% della produzione destinata ai mercati esteri


pomodoro

Con un fatturato export di circa 1,6 miliardi di euro, l’industria del pomodoro e dei suoi derivati si conferma, anche nel 2016, il punto di forza dell’agroalimentare italiano.  Anicav rileva che, con il 60% della produzione destinata ai mercati esteri (in testa la Germania e a seguire Regno Unito, Francia, Usa e Giappone) e solo poco più di 2 milioni di tonnellate riservate al mercato interno (40%), il pomodoro è ambasciatore dell’eccellenza del made in Italy nel mondo. La Germania si conferma il primo paese di destinazione delle esportazioni di derivati del pomodoro, con circa 400mila tonnellate e una quota del 20%, per un valore di oltre 285 miliardi di euro. A seguire Regno Unito (15%), Francia (7,3%) e Stati Uniti (6%).

«I mercati esteri rappresentano un’importante area di crescita, a testimonianza del fatto che, anche in periodi di crisi, i consumatori scelgono la qualità» dichiara Antonio Ferraioli, presidente di Anicav.


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