Pil cresce più del previsto sostenuto dall’agricoltura

L’Istat rivede il Pil al rialzo: +1,2% annuo, dato migliore dal 2010. E a incidere positivamente sulla crescita è proprio il valore aggiunto dell’agricoltura (4,2%)


voucher

L’Istat ha rivisto al rialzo la crescita del Prodotto interno lordo del primo trimestre 2017 che è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% nei confronti del primo trimestre dello scorso. La stima preliminare, diffusa il 16 maggio, aveva indicato l’incremento congiunturale dello 0,2% e quello tendenziale dello 0,8%. La variazione tendenziale, secondo quanto indica l’Istat, è la più alta dal quarto trimestre del 2010.

E a incidere positivamente sulla crescita congiunturale del Pil è proprio il valore aggiunto dell’agricoltura (4,2%) e quello dei servizi (0,6%), mentre si registra un andamento negativo per il valore aggiunto dell’industria (-0,3%). La crescita dei servizi è stata determinata da incrementi del valore aggiunto nel settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (+0,8%), nel settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (+0,6%) e negli altri servizi (+0,3%). La flessione del valore aggiunto dell’industria  è invece dovuta al calo registrato nell’industria in senso stretto (-0,5%), solo parzialmente compensato dalla risalita registrata nelle costruzioni (0,5%).

Con un balzo del 4,2% del valore aggiunto l’agricoltura tra tutti i settori, dunque, è quello a far registrare il maggior incremento congiunturale, nonostante le difficoltà provocate da un pazzo inverno che ha portato precipitazioni violente, neve, gelo e vento che hanno distrutto le coltivazioni. Le difficoltà dei consumi alimentari interni ancora stagnanti, secondo Coldiretti, sono state solo parzialmente compensate dalle esportazioni con il record storico per il made in Italy agroalimentare all’estero nel primo trimestre dell’anno. Ma sul settore pesano ancora le basse quotazioni in alcuni settori chiave, dal grano al riso fino al latte per colpa delle distorsioni di filiera e le importazioni selvagge che fanno concorrenza sleale alla produzione nazionale.


Pubblica un commento