Piccoli frutti sempre più richiesti nel mondo

Crescono le superfici anche grazie al favore riscontrato presso i consumatori attirati dalle proprietà salutistiche di mirtillo e lampone


Piccoli frutti

C’è grande entusiasmo in questo periodo per i piccoli frutti e non c’è quindi da stupirsi se a livello mondiale le superfici loro dedicate siano in crescita. Questo fenomeno è vistoso Perù, Messico, Sud Africa e Cina, ma anche l’Europa non ne è esclusa. Qui infatti, sebbene la crescita delle superfici a piccoli frutti sia variabile in funzione del paese, vi sono nazioni che hanno già acquistato una certa posizione come Spagna, Polonia e Serbia. Esistono poi mercati come quello britannico particolarmente interessati all’importazione di prodotto fresco: per esempio proprio nel Regno Unito il valore del lampone è passato dalle 4mila sterline a tonnellata del 2005 alle 6-7mila del 2014.

In Italia, sebbene la competizione spagnola sia forte, la crescita delle superfici a piccoli frutti a riguardato soprattutto i nuovi areali produttivi meridionali, infatti, grazie alla nostra varietà di climi all’interno della penisola, è possibile disporre di piccoli frutti in periodi diversi dell’anno combinando le produzioni del Nord a quelle del Sud.

Il mirtillo è un chiaro esempio di quanto detto, ma spesso è difficile reperire certe cultivar nei vivai; anche il lampone riscontra successo da Nord a Sud, senza poi dimenticare che viene coltivato prevalentemente anche in fuorisuolo.

 

Innovazione e consumi

La fortuna dei piccoli frutti è legata al successo del messaggio che i frutti rossi e blu facciano bene alla salute, ma mentre negli Usa al consumatore basta il colore, in Europa, dove la percezione della qualità dei prodotti è diversa, si richiede anche un buon sapore. Nel nostro continente poi i maggiori consumatori di piccoli frutti sono i paesi del Nord-Centro Europa, mentre è nettamente inferiore il consumo nei paesi mediterranei; questi ultimi poi preferiscono i frutti rossi, mentre i primi quelli blu.

Nel panorama italiano la Fondazione Edmund Mach, tenendo come obbiettivo primario la qualità, è certamente un punto di riferimento nel miglioramento genetico dei piccoli frutti. Inoltre il breeding mira a selezionare varietà adatte ai diversi ambienti.

 

Leggi l’articolo completo sul numero 6/2017 della Rivista di Frutticoltura e Ortofrutticoltura 


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