Piano di coltivazione al via

è una delle novità della Pac. Obiettivo (per ora mancato), semplificare gli adempimenti


fumetto uomo con pila di documenti

Da quest’anno, gli agricoltori e gli operatori dei Caa dovranno fare i conti con le tante novità della nuova Pac. Una di queste è il “Piano colturale aziendale o Piano di coltivazione”, introdotto con il DM 12 gennaio 2015 n. 162, quale elemento essenziale di semplificazione degli adempimenti posti a carico degli agricoltori dalla normativa comunitaria.

L’obiettivo del Piano di coltivazione è la semplificazione, ma come tutte le novità costituisce un’ulteriore aggravio in questo primo anno di applicazione della riforma della Pac 2015-2020.

La Circolare Agea N. ACIU.2015.141 del 20 marzo 2015 dettaglia le informazioni, i contenuti, la costituzione e l’aggiornamento del Piano di coltivazione.

A cosa serve?

Il Piano di coltivazione è fondamentale all’agricoltore per accedere a tutti i regimi di sostegno (tab. 1), da quelli unionali (pagamenti diretti, PSR, assicurazioni agevolate, OCM) a quelli nazionali (es. gasolio agevolato, altre agevolazioni fiscali) e regionali (Piano di Utilizzazione Agronomica, quaderno di campagna, ecc.).

Le informazioni del Piano di coltivazione costituiscono, quindi, le condizioni a cui è subordinata l’erogazione di contributi dell’Ue (art. 2, Reg. 639/2014; art. 62, Reg. 1305/2013) che saranno verificate e controllate da Agea e dagli altri Organismi pagatori.

L’obiettivo del Piano di coltivazione è molto ambizioso perché rappresenta il pre-requisito di ammissibilità per tutte le misure di sostegno, con l’obiettivo della semplificazione e dell’unicità delle informazioni.

I contenuti del Piano di coltivazione

Il contenuto minimo del piano di coltivazione è definito nell’allegato A, sezione a.1) del DM 12 gennaio 2015, n. 162 (v. box a destra).

Il DM 12 gennaio 2015 n. 162 definisce il piano di coltivazione come il “documento univocamente identificato all’interno del fascicolo aziendale …, contenente la pianificazione dell’uso del suolo dell’intera azienda dichiarato e sottoscritto dall’agricoltore”.

Il contenuto minimo del piano di coltivazione, previsto dal citato DM, contempla tutta una serie di informazioni, che vanno dall’uso del suolo, alle date di semina, al metodo di produzione biologica, all’indicazione della coltura principale.

Codifica di uso del suolo

Ciascun appezzamento, definito come “superficie composta di particelle contigue destinata dall’agricoltore ad un unico uso”, dev’essere dichiarato nel piano di coltivazione e, se del caso, individuato nel SIPA-GIS.

Le modalità di dichiarazione dell’occupazione del suolo sono state riclassificate, al fine di assicurare un’applicazione omogenea della normativa dell’Ue per la programmazione 2014-2020 e di rendere flessibili e compatibili tra loro le dichiarazioni degli agricoltori.

Ogni uso del suolo dichiarato dall’agricoltore, è inequivocabilmente ricondotto alle definizioni previste dalla normativa dell’Ue e da eventuali ulteriori specificazioni stabilite dalla normativa nazionale di attuazione.

Come si costituisce… vai all’articolo completo su Terra e Vita 16/2015

 


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