Pesco, come risparmiare con la concimazione organica

L’impiego di ammendante compostato misto in alternativa ai minerali


concimazione

E’ ormai accertata l’efficacia dell’ammendante compostato misto nella fertilizzazione del frutteto come strategia alternativa alla concimazione minerale. Con questa tecnica è inoltre possibile riciclare prodotti di scarto destinati alla discarica o all’inceneritore e nello stesso tempo ottenere un risparmio economico nella gestione della fertilizzazione. L’impiego del compost è altresì uno strumento efficace per incrementare il sequestro del carbonio nell’ecosistema frutteto poiché, arricchendo il terreno di sostanza organica, crea vantaggi in termini di fertilità del suolo, sviluppo dell’albero e produzione di biomassa vegetativa.

Nell’ambito di un progetto coordinato dal Crpv, ricercatori dell’Università di Bologna (M. Toselli e collaboratori) hanno confrontato diverse strategie di fertilizzazione che prevedono l’impiego di ammendante compostato, per verificare gli effetti nel lungo periodo sulla fertilità del terreno (in particolare sul contenuto di N minerale), sulla biomassa microbica del suolo, sullo sviluppo vegeto-produttivo delle piante (per individuare eventuali effetti fitotossici da eccesso di molecole e/o metalli presenti nel compost) e sulla qualità e conservabilità dei frutti.

Diversi confronti

La prova si è svolta in un pescheto realizzato ad hoc (con sesto di 3,8 m sulla fila e 5,8 m tra le fila; densità 526 p/ha) presso l’Azienda Sperimentale “M. Marani” di Ravenna, con la nettarina cv Stark Redgold (foto 1) innestata su p.i. GF 677 e allevato a vaso ritardato (foto 2).

Le tecniche di fertilizzazione a confronto sono le seguenti:

–   concimazione minerale (100 kg/ha di P e 200 kg/ha di k all’impianto + 130 kg/ha l’anno di N così frazionati: 50 in fioritura, 50 al diradamento e 30 in post-raccolta);

–   concimazione organica con letame (10 t/ha all’impianto + 5 t/ha l’anno in primavera);

–   ammendante compostato misto (10 t/ha all’impianto + 5 t/ha l’anno in un’unica soluzione in primavera);

–   5 t/ha l’anno di compost frazionato in due tranche (60% in primavera e 40% in autunno);

–   10 t/ha l’anno di compost frazionato come nella tesi precedente.

Il compost impiegato nella prova è di tipo misto (ottenuto per metà da rifiuti domestici e per l’altra metà da residui di potatura e sfalcio dell’erba), stabilizzato per circa tre mesi e avente le seguenti caratteristiche chimiche: 2,9 N, 0,63 P, 0,73 K e 22,4 C organico (in % di sostanza secca); pH 8,1 e rapporto C/N pari a 7,9.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 31-32/2015 L’Edicola di Terra e Vita


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