Pereto, concimazione per ripartire

Al via gli interventi che assicureranno il nutrimento dei primi due-tre mesi


Lauro Simeoni agricoltore e consulente frutticolo

“Nel frutteto, dopo la nutrizione autunnale che prevedeva la reintegrazione dell’azoto asportato durante l’anno, utilizzando in particolare azoto organico – ci spiega Lauro Simeoni – con la ripresa vegetativa primaverile è il momento di apportare un concime complesso (N+P+K), utilizzando prodotti a lenta cessione o cessione controllata”.

Simeoni gestisce un’azienda agricola di 50 ha nel comune di Berra, in provincia di Ferrara. Di questi 50 ha 18 sono coltivati a pero e 5,5 a kiwi; 4 ha sono occupati invece da un vivaio di piante da frutto e il rimanente da seminativo in rotazione (mais, grano, soia e riso).

Nella sua azienda Simeoni utilizza il concime Agromaster della Icl Speciality Fertilizer. «Conosco bene questa tipologia di prodotto – ci dice Simeoni – già come prodotto Everris ma ancora prima quando la ditta si chiamava Scotts».

«Nel tempo – continua Simeoni – ho avuto modo di conoscere molto bene i benefici dell’azoto a cessione controllata. Oggi, a seconda del tipo di terreno e allo stato di vigoria del frutteto applico dai 300 ai 400 kg di uno dei quattro titoli di Agromaster disponibili (alto N, alto P, alto K e bilanciato)».

L’applicazione di Agromaster viene fatta sulla fila del frutteto alla ripresa vegetativa. In questo modo viene nutrito il frutteto per almeno due/tre mesi, nel periodo colturale più critico e umido dell’anno. «Il vantaggio tecnicamente più rilevante della cessione controllata è il rilascio graduale nel tempo dell’azoto e la sua fonte, il granulo, che rimane sempre sopra alla rizosfera. L’azoto infatti non migra e liscivia negli strati profondi del suolo e non gassifica, come troppo spesso accade nei terreni alcalini italiani».

Per calibrare le concimazioni è necessario conoscere le quantità di azoto minerale disponibile nel terreno e anche quest’anno Simeoni ha fatto le analisi necessarie. «Quando la piovosità era più bassa – ci spiega – nel terreno era disponibile una quantità di azoto per ettaro fino a 30-40 kg poi, dal 2012, con l’intensificarsi delle precipitazioni autunno primaverili, siamo scesi anche 7-8 kg massimo 15 kg di azoto disponibile. Dovremmo quindi aumentare le concimazioni per restituire al terreno tutto l’azoto necessario ma dobbiamo stare molto attenti alle dosi per rimanere nei limiti prescritti dai disciplinari regionali e prediligere le forme meno dilavabili (organico autunno e cessione controllata primavera) per un maggior rispetto dell’ambiente».

Il frutteto di Simeoni è coltivato seguendo le nuove tecniche agromiche. Alta densità d’impianto (min. 5.000, max. 10.000 piante per ettaro), sistema di ferirrigazzione automatizzato e protezione dalla grandine con reti antigrandine.

Ma Simeoni non è solo agricoltore; è infatti il leader di un gruppo di tecnici (Fruit Net System, www.fruitnetsystem.it) che gestisce uno studio di consulenze agrarie e frutticole in particolare.


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