Una buona annata per le patate

Romagnoli: “solo facendo squadra valorizzeremo il prodotto”


patate

Meglio del 2014, prezzi e qualità in aumento, anche se i produttori devono fare i conti con un cambiamento delle caratteristiche della domanda. Quello delle patate novelle è un comparto che, comunque, appare in movimento. Anche per quanto riguarda l’innovazione tecnologica e di prodotto.

A delineare la situazione è Giulio Romagnoli, ad della Romagnoli, azienda di punta del settore con 60 dipendenti e un fatturato attorno ai 33 milioni di € che ha proprio nella patata il suo pilastro principale.

Qual è la situazione di mercato della patate novelle e in generale per le patate?

«Il 2015 ha i requisiti per essere un’annata positiva: le superfici coltivate si sono ridotte del 10-12%, con il conseguente aumento dei prezzi. Nel Mezzogiorno le quotazioni sono state superiori del 50% al 2014 e ciò ha rappresentato un buon viatico per le produzioni del Centro-Nord. Da inizio luglio sono iniziate le scavature in alcune aree del Veneto e nelle zone rivierasche del ferrarese, con quotazioni remunerative e le raccolte proseguono con regolarità nelle aree più tardive del nord Italia con rese produttive variabili. Lo standard qualitativo è buono. Anche in Europa è stata osservata una riduzione delle superfici sul 2014, il clima siccitoso potrebbe influire su rese e standard qualitativi».

Tutto bene quindi?

«Direi di sì, anche se la calura di queste settimane sta comprimendo i consumi e qualche azienda commerciale potrebbe reagire abbattendo il prezzo del prodotto confezionato, rischiando di abbassarne solo il valore. La produzione 2015 è in sensibile riduzione, ma si dovranno garantire le forniture sino alla prossima primavera».

Quali strategie metterete in atto?

«Non si tratta più di ciò che può fare una sola azienda. Da questo punto di vista, il nostro territorio è avvantaggiato. A Bologna, infatti, esiste un “sistema patate” con un accordo quadro sottoscritto dalle organizzazioni dei produttori e dai commercianti. Il principio è che solo facendo squadra possiamo garantire la massima valorizzazione della produzione, curandone salubrità, standard organolettici e commerciali. Noi, comunque, stiamo investendo e pensando a ulteriori ampliamenti».

Per la patate è possibile osservare un cambiamento nelle abitudini d’acquisto?  

«Da alcuni anni il consumo di patate fresche ha risentito del cambiamento avvenuto nelle abitudini dei consumatori in tutta Europa. Abbiamo risposto con la costante innovazione di prodotto e di processo. Nella nuova centrale di confezionamento e stoccaggio di Molinella, le linee di produzione e confezionamento sono state progettate con l’unico obiettivo di tutelare il prodotto. Non più silos di stoccaggio e linee a secco, ma linee in acqua per ridurre gli stress meccanici e sistemi di distribuzione e confezionamento del prodotto del tutto simili a quelli in uso per la frutta».

L’innovazione prima di tutto quindi.

«Sì, e non è sempre cosa facile. Stiamo investendo in risorse umane e finanziarie per testare le migliori varietà e misurare le nuove tendenze del consumo mediante indagini di mercato. Ogni anno abbiamo oltre 50 campi prova in tutti gli areali produttivi italiani dove si testano tutte le varietà disponibili. Solo selezionando il migliore prodotto si può garantire la fidelizzazione del consumatore e sperare in una ripresa dei consumi».


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