Parco Tecnologico, eccellenza tricolore

Il Ptp festeggia la prima decade. Lodi è l’unico centro italiano nella Top 10 dei bio-incubatori europei


Parco

Si è partiti, come spesso accade, da una situazione di emergenza: trasferire da Milano a Lodi la sede della Clinica Veterinaria per grandi animali. Si è deciso, come raramente avviene, di non affrontare la semplice contingenza, ma di spingersi un po’ più in là, cercando di pensare in grande e con un orizzonte temporale a lungo termine. Il risultato di questa scelta è stato celebrato il 28 novembre, con i festeggiamenti dei primi 10 anni di vita del Parco Tecnologico Padano di Lodi (PTP), unico centro italiano ad entrare nella top 10 dei bio-incubatori europei.

«Il segreto del successo – ha spiegato Lorenzo Guerini, vicesegretario Pd e primo presidente Fondazione Parco Tecnologico – è stata la capacità di fare squadra, mettendo insieme le risorse e le competenze delle diverse realtà istituzionali, con l’ambizione di realizzare sul territorio una “filiera della ricerca”, in grado riportare in patria molti cervelli in fuga. Il prossimo futuro parte il 14 dicembre con la posa della prima pietra della Facoltà di Medicina Veterinaria e proseguirà con il percorso che si sta costruendo per il dopo Expo». Durante i sei mesi di esposizione il PTP ha ospitato 20 delegazioni di Stati, 30 di imprese e oltre 1.100 visitatori. «Expo – ha aggiunto il direttore generale del PTP, Gianluca Carenzo – ha rappresentato un enorme volano di interesse per l’agroalimentare: oggi ci sono tanti investitori pronti a scommetterci. Il nostro compito è facilitare questo processo, rafforzando le sinergie tra istituzioni, ricerca, imprese e start up. Con un orizzonte temporale lungo, che sicuramente conterrà anche “Italia 2040”».

Proprio su “Human Technopole Italy 2040”, il piano per il dopo Expo voluto dal premier Matteo Renzi, si è soffermato il ministro Maurizio Martina (foto di apertura) «Il PTP sarà un tassello fondamentale del progetto che stiamo scrivendo per capitalizzare l’esperienza di Milano e investire per una leadership del nostro Paese sui temi agroalimentari. In meno di un mese il Governo ha già fatto un primo passo concreto con un decreto che contiene una prima parte di idee e risorse (per 150 milioni): la proposta è realizzare sul sito un grande campus universitario della Statale, collegato a 5-6 cluster di ricerca interdisciplinari, che spazino dall’agrobiotech alla medicina». Del resto, ha concluso il ministro, «ci troviamo in un passaggio molto delicato per un settore, l’agroalimentare, che sta dimostrando di avere grandi potenzialità, ma anche forti limiti, soprattutto in termini di reddito in alcuni comparti. Tutto ciò rende evidente l’assoluta fame di innovazione dell’impresa agricola italiana, che deve avere gli strumenti per competere su un mercato sempre più complesso».

 

Leggi l’articolo su Terra e Vita 49-50/2015 L’Edicola di Terra e Vita


Pubblica un commento