Paolo De Castro: «Un omnibus per far ripartire la Pac»

Co-relatore per il capitolo agricolo del Regolamento “Omnibus” contenente la proposta di riforma di medio termine della Pac presentata dalla Commissione europea


Pac

La Commissione agricoltura del Parlamento europeo mi ha nominato insieme al collega tedesco del gruppo Ppp Albert Dess, co-relatore per il capitolo agricolo del Regolamento “Omnibus” contenente la proposta di riforma di medio termine della Pac presentata dalla Commissione europea.

Pur non costituendo un atto legislativo indipendente, il regolamento omnibus è l’occasione, grazie alla revisione di medio termine del bilancio 2014-2020, di introdurre modifiche alla riforma della Pac approvata nel 2013.

Nella bozza presentata dal Commissario Phil Hogan sono previsti interventi per tutti e quattro i regolamenti di base della Pac: sviluppo rurale, pagamenti diretti, regolamento orizzontale e Ocm. In particolare per quanto riguarda lo sviluppo rurale la proposta contempla una maggiore flessibilità per le norme in materia di giovani agricoltori, così come la semplificazione delle norme per l’accesso ai prestiti tramite gli strumenti finanziari previsti dalle norme Ue e diverse modifiche allo strumento di stabilizzazione del reddito, come la possibilità di costruirne di specifici per settore.

Per i pagamenti diretti, dal 2018 gli Stati membri avranno la facoltà di decidere se avere una definizione di “agricoltore attivo” o meno. Seconda novità importante per i giovani, i governi potranno rimuovere il limite al numero massimo di ettari per beneficiare del premio per gli agricoltori under 40. Infine, in caso di gravi crisi di mercato potranno decidere di disaccoppiare i contribuiti volontari a sostegno di alcuni settori, mantenendo inalterato il livello dell’aiuto per l’agricoltore, come già fatto per la crisi del settore lattiero-caseario. Le modifiche contenute nella proposta della Commissione sul cosiddetto regolamento orizzontale sono sostanzialmente due: semplificazione della procedura finanziaria e creazione di regole nuove e più proporzionate per il recupero dagli Stati dei pagamenti non dovuti nei casi di violazione delle norme sugli appalti. In ultimo, in materia di Ocm la riforma prevede alcuni cambiamenti per i programmi operativi nel settore dell’ortofrutta e la semplificazione nella gestione delle quote di importazione mediante la pubblicazione delle informazioni.

Le modifiche proposte sono ben accette perché la riforma del 2013 continua a mostrare limiti in almeno due ambiti distinti: gli strumenti per rispondere alle crisi e gli oneri burocratici sia per gli agricoltori che per le autorità nazionali. Per quanto riguarda i primi, la volatilità dei prezzi e i cambiamenti climatici espongono gli agricoltori a sempre nuovi scenari di rischio, non necessariamente legati ai normali cicli della domanda e dell’offerta ed è per questo motivo che diviene importantissimo che la Commissione abbia proposto modifiche a uno strumento di gestione del rischio come lo strumento di stabilizzazione del reddito.

Sugli oneri burocratici, la commissione continua il suo programma di semplificazione, messo in atto essenzialmente tramite atti delegati e di esecuzione invece che intervenendo sui testi legislativi di base. Ma se il greening dei pagamenti diretti resta una buona idea, per come è applicato non sembra assicurare benefici ambientali tali da giustificare l’incubo burocratico che si è dimostrato essere. La mia sensazione è che vada totalmente ripensato, ma nel regolamento omnibus non ci sono proposte in questo senso.

di Paolo De Castro

Coordinatore S&D

Commissione Agricoltura e sviluppo rurale Parlamento europeo

 www.terraevita.it@paolodecastro


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