I VOSTRI QUESITI –

È possibile presentare direttamente la domanda on line. Più in teoria che in pratica

Pac fai da te? Burocrazia off limits

burocrazia

Ho un’azienda agricola specializzata in olivicoltura e vorrei gestire in autonomia il fascicolo aziendale e presentare la domanda unica di pagamento tramite il portale Agea, stanco dei balzelli e delle inefficienze del mio Caa.

Secondo la normativa che ho reperito sul web e sullo stesso portale Sian dovrebbe essermi consentito, ma con Agea è praticamente impossibile comunicare e il call center Sian mi rimanda all’assessorato dell’agricoltura della mia regione (Puglia) che a sua volta casca dalle nuvole e mi invita a consultare Agea.

Da premettere che sono già in possesso della CNS e registrato ai portali in oggetto con un accesso però limitato, in sostanza non posso editare il mio fascicolo o compilare la domanda unica, posso solo inoltrare la domanda sulla base di quella precompilata l’anno precedente; ora nemmeno questo perche c’è da inserire l’indirizzo pec tra i dati e io non posso farlo.

Spero possiate indicarmi “la diritta via”, se esiste, nella selva della semplificazione burocratica. n P.D. – email


Per la gestione delle domande di aiuto, a cominciare dalla loro presentazione e dalla preventiva costituzione del fascicolo aziendale, sono previste varie forme così come specificato nelle relative circolari emanate dell’Agea. La gestione diretta della domanda da parte del produttore deve avvenire sulla base di specifiche condizioni e modalità che indubbiamente possono e forse lo sono, particolarmente onerose per il privato cittadino che deve porre in atto per una sola domanda, una complessa procedura che comprende la Pec, la firma digitale, la costituzione cartacea e digitale del fascicolo aziendale e, infine, la presentazione della domanda informatica.

Tutto ciò diviene ancor più oneroso allorquando l’agricoltore decide di passare da una forma all’altra e, come nel caso del nostro lettore, dalla gestione attraverso il Caa alla gestione diretta. Infatti in questo caso occorre intanto conoscere la data di scadenza del mandato dato per iscritto al proprio Caa e i termini per inviare la disdetta (ciò al fine di evitare possibili contenziosi con il Caa in caso di recessi non formalizzati e non avvenuti secondo le norme sottoscritte, magari con troppa superficialità, al momento dell’affidamento del mandato stesso). Solo dopo si dovrà richiedere al proprio Caa di trasferire il proprio fascicolo cartaceo e digitale alla struttura che gestisce le domande presentate direttamente dagli agricoltori.

Per quanto riguarda la presentazione delle domande 2014, la circolare Agea precisa che il produttore può fare la presentazione:

1) in forma telematica:

a) direttamente sul sito www.agea.gov.it, mediante l’utilizzo della firma digitale;

b) sul portale www.sian.it, avendo dato mandato a un Centro autorizzato di assistenza agricola;

2) tramite la propria PEC, nel caso non si utilizzi la firma digitale o non si sia dato mandato ad un Caa.

Per quanto riguarda poi il fascicolo aziendale la Circolare Agea stabilisce:

Il titolare o il legale rappresentante dell’azienda agricola deve costituire il “fascicolo aziendale elettronico” nella Banca Dati Centralizzata dell’OP Agea presso uno dei seguenti soggetti:

– un CAA, previa sottoscrizione di un mandato;

– l’Organismo pagatore Agea – via Palestro, 81 – 00185 Roma;

– gli sportelli Agea territoriali abilitati (gli indirizzi sono sul sito internet istituzionale www.agea.gov.it);

– gli uffici delle Regioni territorialmente competenti (con particolare riguardo allo Sviluppo Rurale).

La costituzione/aggiornamento/chiusura del “fascicolo aziendale elettronico” nella Banca Dati Centralizzata dell’OP Agea dev’essere effettuato presso la sede prescelta, che deve avere in custodia anche la documentazione cartacea (contenente la documentazione probatoria) nei casi in cui le informazioni dichiarate non possano essere reperite presso banche dati di altre pubbliche amministrazioni.

Nel passaggio di un produttore da un CAA di rappresentanza ad un altro, revoca del mandato e sottoscrizione di nuovo mandato, è necessario che il CAA di provenienza conservi copia cartacea del fascicolo che ha utilizzato per la presentazione di domande e/o dichiarazioni. Il produttore deve consegnare il fascicolo in originale al CAA cui ha conferito un nuovo mandato , ovvero allo sportello Agea o alla Regione.

Questa normativa di carattere generale emanata dall’Agea è però condizionata e di fatto limitata in quanto al momento gli sportelli territoriali regionali sono stati istituti solo nelle Regioni Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna in quanto l’Agea ha stipulato con tali regioni apposite convenzioni preliminari e necessarie all’attivazione stessa. L’Agea ha come obiettivo quello di ampliare la rete degli sportelli territoriali che riguarderà anche la Puglia ove ha sede il nostro lettore.

Al momento quindi l’unica possibilità di gestire il fascicolo aziendale in modo diretto è quella di prendere contatti con lo sportello centrale Agea in Roma, via Palestro 81 dopo aver definito il precedente mandato con il Caa secondo quanto sopra indicato.


There are 3 comments

  1. Luciano Colamonico

    E’ anticostituzionale (secondo me) che un semplice operatore caa debba avere più poteri dello stesso titolare sul fascicolo aziendale. Va bene aver firmato un mandato ma poi si DEVE poter accedere al proprio fascicolo, se non altro per monitorare (colture, procedimenti amministrativi o domande di pagamento di misure). In effetti oggi il titolare del fascicolo aziendale non ha nessun potere sullo stesso. Obrobrioso anche il meccanismo che si debba fare la “disdetta” per poter esulare. E’ comprensibile che necessita competenza per gestire un fascicolo (che diventa sempre più complesso, tra l’altro). Ma il titolare dovrebbe avere pieni poteri sul proprio fascicolo

    1. Giuseppe Fugaro

      Il tono con il quale è formulato il quesito lascia intendere facilmente la rabbia del nostro imprenditore agricolo, che è sempre più sommerso dalla burocrazia “agricola” e vede come un ulteriore appesantimento la gestione del rapporto con il Caa al quale ha dato mandato di tenere il fascicolo aziendale. Ma arrivare a scomodare la nostra Costituzione per valutare un semplice rapporto di mandato che il codice civile disciplina benissimo, può apparire forzato e si rischia di cadere nel qualunquismo giuridico che non serve a risolvere il problema.
      Quanto prospettato nel quesito va però risolto soprattutto con il buon senso senza fare dotte citazioni giuridiche rifacendosi alla legge che ha istituito i Caa e ha definito le funzioni che sono chiamati a svolgere e neppure al Codice civile negli articoli che riguardano l’istituto del mandato ad agire per conto di un altro soggetto.
      I Caa, quindi, svolgono innanzitutto una doppia funzione nei confronti rispettivamente dell’operatore e della Pubblica Amministrazione in persona dell’Organismo Pagatore e in particolare dal primo ricevono un mandato pieno a ricevere la documentazione da inserire nel fascicolo aziendale, a verificarne la correttezza, a custodirla con tutte le dovute cautela di riservatezza e integrità, a tenerla aggiornata con i successivi aggiornamenti forniti dall’operatore, e a utilizzarla per la presentazione delle domande Pac; dalla Pubblica Amministrazione ricevono l’incarico di garantire, soprattutto, che il fascicolo aziendale sia formato da documenti conformi a quanto richiesto dalla normativa comunitaria e nazionale e corrispondenti alla reale situazione aziendale dell’operatore. In altri termini il Caa svolge una vera e propria funzione di organismo di certificazione e quindi risulta incaricato di una vera e propria pubblica funzione per cui accede, ad esempio, alle banche dati anagrafiche e a quelle catastali per effettuare le necessarie verifiche e riscontri. Di tutte le operazioni effettuate dal Caa sia su indicazione dell’operatore sia per corrispondere alle richieste dell’organismo pagatore, rimane una chiara traccia informatica che serve a verificare la correttezza dell’operato dei Caa in occasione dei controlli cui vengono sottoposti sia in regime di autocontrollo che di audit esterno. A conferma si ricorda che il fascicolo aziendale e sia in forma elettronica che cartacea, la prima nella banca dati del Caa e dell’Organismo pagatore e la seconda in appositi armadi ignifughi ed ermeticamente chiusi e con più chiavi in possesso di più soggetti.
      È evidente quindi che il Caa apre e visiona i fascicoli, elettronici e cartacei, dei singoli produttori solo in occasione di ben determinate operazioni e tutte le volte che l’operatore stesso lo richiede per poter effettuare consultazioni, aggiornamenti o altro. È di tutta evidenza quindi che l’operatore non subisce alcuna limitazione dei suoi diritti di gestione e visura del fascicolo aziendale se non quella connessa al mandato che ha dato al Caa. L’istituto di diritto civile del mandato prevede chiaramente che il titolare di un diritto che ha dato mandato ad un altro di gestire il suo diritto, non può farlo più autonomamente se non dando istruzioni al mandatario oppure revocando il mandato stesso. Al contrario il soggetto che può dolersi, se il mandante potesse continuare ad accedere al fascicolo aziendale, sarebbe il mandatario in quanto, giuridicamente per effetto del mandato ricevuto, verrebbe, sicuramente chiamato a rispondere di ciò che ha fatto il mandante sua insaputa.
      Per quanto riguarda il passaggio da un Caa ad un altro è stata prevista una procedura di disdetta che deve tener conto che la documentazione inserita nel fascicolo aziendale, come ad esempio piani colturali e piani assicurativi si riferisce all’annata agraria e i dati stessi del fascicolo sono utilizzati per presentare l’annuale domanda Pac per cui non possibile dare la disdetta del mandato con effetto immediato. Anche in questo caso è di aiuto per la comprensione, il fatto che l’istituto del mandato e le forme di recessione sono dipendenti dalla natura e dall’oggetto del mandato stesso.
      I centri di assistenza agricola sono stati, comunque, istituiti per fornire un servizio agli agricoltori e sollevarli dalla burocrazia “agricola” sempre più dilagante al punto che l’attuale Commissario agricoltura della Commissione Ue ha posto come priorità del suo mandato proprio la semplificazione delle procedure amministrative a carico degli agricoltori. Ma proprio per rispettare i principi fondamentali della nostra Costituzione e di quella dell’Ue, è stato prevista la possibilità per l’agricoltore di gestire direttamente il fascicolo aziendale e di depositare la copia cartacea presso la Pubblica Amministrazione che in Italia è rappresentata dalle regioni. In questo caso, senza dare nessun mandato l’operatore agricolo può raccogliere la documentazione da inserire nel fascicolo aziendale e consegnarla all’apposito ufficio regionale che provvede a verificarla e a tenerla in custodia a disposizione dell’operatore stesso.
      Il legislatore quindi ha tenuto ben presenti i diritti costituzionali dei cittadini agricoltori per cui la rabbia del nostro lettore può essere ricondotta semplicemente ad una indisponibilità momentanea dell’operatore del Caa a soddisfare le richieste legittime, anche se ripetute, di consultazione del fascicolo aziendale da parte dell’operatore stesso piuttosto che ad una grave lesione di diritti addirittura di valenza costituzionale.
      Giuseppe Fugaro

  2. Giuseppe

    Concordo con l’opinione espressa dal collega imprenditore agricolo. A volte uno strumento pensato per alleviare il peso della burocrazia, diventa esso stesso parte di essa in quanto passaggio obbligato per comunicare con la pubblica amministrazione. La possibilità di gestire in autonomia il fascicolo aziendale forse c’è, ma vorrei sapere in quale parte del sito istituzionale è spiegato. Forse chi gestisce il sian, Agea, non considera l’agricoltore sufficientemente alfabetizzazione per fornirgli in modo chiaro le indicazioni per gestire la propria azienda, o ci sono altre ragioni o interessi che non comprendo.
    Un’altra inutile complicazione e problema da risolvere a carico di operatori del settore agricolo.

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