La Pac post 2020 comincia a prendere corpo

Appuntamento chiave il 7 luglio a Bruxelles. Dopo la consultazione pubblica, la Commissione europea organizza una conferenza sul futuro della Pac


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Il percorso per costruire la Pac post-2020 è iniziato e procede celermente (tab. 1).

Già nel 2016 erano emersi i primi pronunciamenti; ricordiamo un documento olandese del maggio 2016 (vedi Terra e Vita 23/2016) e un position paper francese (vedi Terra e Vita 26/2016).

Un passo formale decisivo è avvenuto il 2 febbraio 2017, quando la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica della durata di tre mesi (2 febbraio – 2 magio 2017) per raccogliere le opinioni dei cittadini europei sulla Pac post 2020.

I prossimi mesi saranno decisivi per disegnare il futuro della Pac; il 7 luglio 2017, la Commissione europea ha organizzato una Conferenza a Bruxelles per illustrare i risultati della consultazione pubblica e per delineare i temi principali che riguarderanno la nuova Pac.

Oltre 320mila proposte

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Commissario europeo all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale Phil Hogan.

La consultazione pubblica ha consentito agli agricoltori, ai cittadini, alle organizzazioni e alle altre parti interessate di esprimersi sul futuro della politica agricola comune.

La consultazione pubblica ha esaminato le opinioni strutturate in tre aree principali:

1.° l’agricoltura, le zone rurali e la Pac oggi;

2.  obiettivi e governance;

3.  agricoltura, aree rurali e Pac domani.

Essa comprendeva 28 domande chiuse (scelta multipla), 5 domande aperte e la possibilità di caricare documenti concisi come i documenti di posizione.

Sono pervenuti complessivamente 322.912 contributi da tutti gli Stati membri dell’Ue (tab. 2). Inoltre, sono stati presentati complessivamente 1.417 position paper, da parte di persone e organizzazioni che hanno espresso le loro opinioni sul futuro della Pac.

I contributi ricevuti aiuteranno la Commissione europea a definire le future priorità della politica agricola comune.

Germania protagonista

Il Paese da cui provengono la maggior parte delle risposte è la Germania (45,6%), seguita dalla Francia (12,5%); un buon numero di questionari provengono anche dall’Italia (11,9%).

La gran parte delle risposte (97%) è stata presentata da persone fisiche; anche 10.032 organizzazioni hanno risposto alla consultazione pubblica.

La maggior parte dei contributi inviati a livello individuale sono stati inviati da persone che non sono coinvolti nell’agricoltura; solo il 7% delle risposte provengono da soggetti che si considerano coinvolti nell’agricoltura.

La Conferenza del 7 luglio

L’esito della consultazione sarà comunicato in una Conferenza il 7 luglio 2017. Una sintesi dei risultati della consultazione sarà pubblicata anche online.

I temi della Conferenza sulla Pac del 7 luglio 2017 sono due:

– dimensioni economiche e ambientali;

– dimensioni sociali: cibo, aree rurali, crescita e occupazione.

Dalle affermazioni della Commissione si evince con chiarezza che le parole chiave della nuova Pac saranno: crescita, sviluppo sostenibile, cibo, occupazione, vitalità delle aree rurali; rispetto alla Pac attuale – fortemente incentrata sull’ambiente e sullo sviluppo sostenibile – la crescita, l’occupazione e il cibo sono obiettivi nuovi e/o rafforzati.

Verso la Pac post 2020

L’esito della consultazione entrerà nel processo di valutazione dell’impatto sulla Pac, che si svolgerà in autunno.

Entrambi i risultati, inclusi gli input della conferenza stessa, forniranno le basi per una prossima comunicazioneModernizzare e semplificare la politica agricola comune”, che sarà pubblicata dalla Commissione entro la fine del 2017 (tab. 1), contenente un bilancio dell’attuale funzionamento della Pac e possibili opzioni politiche per il futuro fondate su prove affidabili.

L’attuale Presidenza Maltese, a cui seguirà l’Estonia nel secondo semestre 2017 (tab. 3), ha continuato il dibattito in Consiglio dei Ministri sui primi orientamenti per la Pac post 2020.

A seguire, è prevista una comunicazione che illustrerà i primi orientamenti sul futuro della Pac dopo il 2020, che dovrebbe essere pubblicata dalla Commissione europea la prossima estate, a cui farà seguito la presentazione delle proposte legislative (inizio 2018), l’approvazione nel 2019 e l’applicazione dal 2021 (tab. 1).

Certezze e incertezze politiche

Il futuro della Pac è strettamente legato alle vicende politiche che attanagliano l’Unione europea in questa fase complicata ed incerta della sua storia.

La prima tappa politica rilevantissima sono state le elezioni presidenziali in Francia, ad aprile-maggio 2017 (tab. 4); la vittoria di Emmanuel Macron ha portato la Francia verso un rafforzamento della visione europeista.

Le lezioni federali in Germania, comunque vadano, porteranno al potere un cancelliere europeista, Merkel o Schulz.

Rispetto a sei mesi fa, il quadro politico europeo appare più chiaro e delineato, con un forte rafforzamento della visione europeista.

Ciononostante, all’orizzonte ci sono anche due grandi incognite: il quadro finanziario pluriennale (bilancio Ue 2021-2015) e la Brexit. Tutte le scelte dovranno essere approvate entro i primi mesi del 2019, ovvero prima della scadenza naturale del Parlamento europeo e della Commissione europea (tab. 4).

La Pac ha sempre avuto un ruolo geopolitico importante in tutti i dibattiti sul futuro dell’Ue, per il fatto che è stata la prima politica comune dal 1962 e per la sua rilevanza sociale. Lo scenario attuale mostra molte più incognite rispetto al passato, in particolare la Brexit e le nuove emergenze europee (immigrazione, occupazione, politica estera). Non sarà facile trovare un accordo tra i 27 Paesi.

C’è tuttavia un aspetto positivo: i cittadini europei guardano positivamente al ruolo dell’agricoltura, soprattutto per i cibi sicuri, l’ambiente, il contrasto ai cambiamenti climatici, il benessere animale, l’occupazione e la vitalità delle zone rurali.

 

OBIETTIVI E OPZIONI DELLA NUOVA PAC

La modernizzazione e la semplificazione della Pac porterà l’accento sui seguenti obiettivi / orientamenti generali:

– promuovere un’agricoltura SMART (intelligente), rafforzando la competitività e l’innovazione, garantendo la sostenibilità e la fornitura di servizi ecosistemici;

– promuovere un’agricoltura RESILIENTE affrontando la volatilità dei redditi e rafforzando la posizione degli agricoltori nella catena alimentare;

– incoraggiare un’economia rurale VIBRANT (vitale) promuovendo la crescita e l’occupazione nelle aree rurali e incoraggiando il rinnovo generazionale;

– creare BRIDGES (ponti) con altre politiche, in particolare l’ambiente, il cambiamento climatico, l’occupazione, la società, l’istruzione, la sicurezza alimentare e la catena di approvvigionamento, la nutrizione, la sanità pubblica, la coesione, la legislazione della concorrenza, il commercio, la ricerca e l’innovazione e la migrazione;

– migliorare la GOVERNANCE migliorando la diversità esistente nell’ambito dell’agricoltura dell’Ue, semplificando la Pac e attuando strumenti di costo-efficacia, rafforzando l’attenzione sui risultati.

Per verificare come questi obiettivi possono essere meglio soddisfatti e riflettere le idee più ampie del dibattito pubblico in corso, è in fase di elaborazione una serie di possibili opzioni politiche, brevemente descritte di seguito:

– L’opzione 1 (baseline) valuterà l’impatto della rimanenza della Pac attualmente in atto, ad eccezione delle semplificazioni già adottate o proposte, incluse nel Regolamento Omnibus, sulla base delle più recenti prospettive del mercato agricolo sviluppate dai servizi della Commissione.

– L’opzione 2 (nessuna politica); lo smantellamento della Pac non sarebbe conforme al Trattato, pertanto non realistico né auspicabile; questo scenario è comunque utile per dimostrare l’aggiunta di valore aggiunto dell’Ue alla Pac, nonché l’impatto economico, sociale e ambientale dell’assenza di un intervento politico a livello dell’Ue.

– L’opzione 3 vede che gli Stati membri / regioni programmano le azioni della Pac sulla base di esigenze identificate. Migliora l’attenzione sulla gestione dei rischi e sugli investimenti nella ristrutturazione e nello sviluppo delle imprese nelle PMI agricole e rurali. Esso mette l’accento sugli incentivi relativi ai cambiamenti climatici e ai servizi ambientali in un unico quadro di prestazioni e l’accesso a innovazione, conoscenze, ICT e infrastrutture a livello locale.

– L’opzione 4 prenderà in considerazione una ridefinizione della ripartizione dei compiti tra Ue, Stati membri e azienda agricola per migliorare la rete di sicurezza dei redditi con sinergie tra il sostegno diretto (compresi i pagamenti per superficie) e la gestione del rischio. Essa mira inoltre a collegare meglio la pratica aziendale agli obiettivi di azione ambientale e climatica a livello dell’Ue. Gli incentivi per integrare meglio le tecnologie esistenti e i risultati della ricerca e dell’innovazione (attraverso servizi di consulenza) contribuiranno a semplificare e modernizzare i controlli verso i risultati basati sulle prestazioni.

– L’opzione 5 prevede una forte ridistribuzione del sostegno da aziende agricole più grandi a quelle più piccole e rispettose dell’ambiente. Un “limite” obbligatorio mette un massimale assoluto sugli importi di pagamento diretto. Questa opzione promuove requisiti ambientali più rigorosi, catene di approvvigionamento corto e mercati locali.

 

IL CONTESTO IN CUI SI INSERISCE IL DIBATTITO SULLA NUOVA PAC

L’ultima riforma della Pac è stata decisa nel 2013 e attuata nel 2015. Da allora, il contesto è cambiato in modo significativo. In particolare:

– i prezzi agricoli sono diminuiti sostanzialmente e l’incertezza del mercato è aumentata, dovuta tra l’altro a fattori macroeconomici e tensioni geopolitiche, rendendo difficile la programmazione a lungo termine per il settore;

– l’accento sui negoziati commerciali si è spostato in modo più visibile dagli accordi multilaterali a quelle bilaterali e dalle politiche interne all’accesso al mercato. Ciò richiede un attento bilanciamento degli interessi offensivi e difensivi con la dovuta attenzione a determinati settori sensibili;

– l’Ue ha firmato nuovi impegni internazionali, in particolare quelli relativi ai cambiamenti climatici (attraverso COP 21) e gli aspetti più ampi dello sviluppo sostenibile (attraverso gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite – SDG), ed è altresì esposto ad altri sviluppi geopolitici come la nuova migrazione su vasta scala.

Questi nuovi fattori di contesto hanno spinto un forte dibattito pubblico sul fatto che la riforma del 2013 sia insufficiente ad affrontare le grandi sfide in corso: prospettive economiche e sociali dell’agricoltura e delle aree rurali, cura dell’ambiente, cambiamento climatico, produzione alimentare sostenibile e sicura.

Anche le opportunità emergenti nei settori della salute, del commercio, della bioeconomia, dell’economia circolare e dell’economia digitale devono essere ulteriormente considerati.

A fronte di questo cambiamento, la Pac deve essere modernizzata per affrontare queste sfide, semplificata per essere più efficiente con un minimo di oneri amministrativi e rendere ancor più coerente con altre politiche dell’Ue per massimizzare il suo contributo alle dieci priorità della Commissione e agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Tra gli altri elementi costruttivi, il processo di revisione della Pac prenderà in considerazione:

– i dati del monitoraggio e la valutazione della Pac 2014-2020;

– il dibattito in corso presso le istituzioni dell’Ue e le parti interessate;

– gli insegnamento della crisi del settore lattiero-caseario;

– le raccomandazioni della Task Force sul mercato agricolo;

– la dichiarazione di Cork “Una vita migliore nelle zone rurali”.

Fonte: Commissione europea.

 

Sito per aggiornamenti sul futuro Pac:

https://ec.europa.eu/agriculture/consultations/cap-modernising/2017_en

 

Leggi l’articolo su Terra e Vita 21/2017 L’Edicola di Terra e Vita


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