Dalla Pac alla Paac, politica agricola e alimentare comune

Primo dibattito su sfide e strategie post 2020. Al Consiglio informale del 30-31 maggio scorsi, la presidenza olandese apre la discussione sulle prossime linee guida dell’Unione europea. Il cibo è il tema dominante


alimentare

Il 30 e 31 maggio 2016 si è svolto ad Amsterdam il Consiglio informale dei Ministri agricoli europei, sotto la guida della Presidenza, che in questo semestre spetta all’Olanda.

In questa circostanza, il ministro dell’Agricoltura olandese ha lanciato il primo dibattito sul futuro della Pac post 2020, con un documento dal titolo “Food of the future – the future of food”, “Il cibo del futuro – il futuro del cibo”.

 

Dalle difficoltà attuali al post 2020

L’Italia e l’Unione europea sono ancora alle prese con l’implementazione della Pac 2015-2020 – con non poche difficoltà – e già a livello comunitario si pensa alla Pac post 2020.

I problemi da affrontare sono complessi e il processo decisionale dell’Ue è lungo e lento; per questo non deve meravigliare che si parli già della Pac post 2020.

Nel frattempo il Commissario Phil Hogan ha annunciato le sue proposte per una revisione della Pac 2014-2020, ma si tratterà – con molta probabilità – di qualche aggiustamento nella direzione della semplificazione.

In altre parole, non sono previsti cambiamenti rilevanti della Pac fino al 2020, mentre si comincia a ragionare sulle nuove sfide e sulle nuove politiche post 2020.

 

Le sfide

Nel corso del Consiglio informale del 30 e il 31 maggio 2016, ad Amsterdam, i ministri dell’agricoltura dell’Unione E hanno discusso della crisi del latte e del futuro della Pac.

Nel suo documento preparatorio per la discussione “informale” sul futuro della Pac, la Presidenza olandese ha chiesto quale sia il livello di sovrapproduzione, causata da decisioni prese dagli operatori del mercato in alcuni Stati membri, che può essere considerata come “Crisi”.

Il documento ribadisce che ci sono grandi sfide da affrontare per l’agricoltura europea. Nel corso dei prossimi 30 anni la popolazione mondiale crescerà fino a 9 miliardi. Tutte queste persone avranno bisogno di cibo sano, sufficiente e prodotto in modo responsabile. Nel frattempo, i consumatori sono sempre più critici sulla qualità degli alimenti. Al fine di rispondere a queste sfide e rimanere competitivi sul mercato globale, il settore agricolo europeo dovrà innovarsi e diventare più sostenibile.

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 23/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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