La Pac per un dipendente pubblico

Se l’aiuto è inferiore a € 1.250 il dipendente è “agricoltore attivo”


agricoltore

Domanda

Sono dipendente della Pubblica amministrazione e a seguito della scomparsa di mio padre (avvenuta nel febbraio 2015) mi sono dovuto occupare di gestire, tra l’altro, anche i titoli Pac a lui intestati e a me adesso trasferiti mortis causa. Nel 2009 mi fu fatta regolare donazione dei terreni che avevano originato tali titoli, ma non i titoli stessi che sono stati incassati sempre da mio padre sino al 2014 (parliamo di un importo inferiore ai 1.250 , credo circa 700).

Come titolare di questi titoli nel 2015 mi è stato consigliato di fare io la relativa domanda Pac (fatta in ritardo ma comunque entro il 10/7/2015) pur non avendo p. Iva e nessuna iscrizione ad albi agricoli o simili, altrimenti li avrei persi definitivamente.

È stato corretto fare tale domanda visto che non sono un coltivatore diretto o agricoltore in genere? Per il 2016, avrei intenzione di dare in affitto i terreni senza i titoli per una durata di 5 anni: posso continuare a fare la domanda di rimborso senza aprire p. Iva o altro, o conviene inserire nel contratto anche i titoli – in questo caso credo che verrebbero utilizzati dall’affittuario agricoltore – giusto per non perderne il diritto una volta scaduto il contratto di affitto e rientrati nella mia disponibilità.

Risposta

Il lettore è un “agricoltore”, secondo la definizione di “agricoltore” dell’art. 4, Reg. 1307/2013: persona fisica o giuridica, che esercita un’attività agricola di produzione, allevamento o coltivazione di prodotti agricoli. L’attività agricola può consistere anche nel semplice “mantenimento della superficie agricola in uno stato idoneo”, svolgendo un’attività minima, che consiste in almeno un’operazione colturale su tale superficie agricola. In sintesi, un dipendente della PA è “agricoltore”, se svolge un’attività agricola, anche in forma part-time. Tuttavia, il Reg. 1307/2013 (art. 9) prevede che gli aiuti Pac siano percepiti dai soggetti che rivestono la qualifica di “agricoltore attivo”. Quindi non è sufficiente essere “agricoltore”, ma bisogna essere “agricoltore attivo”.

Il lettore è un “agricoltore attivo”. Infatti l’individuazione dell’agricoltore attivo è verificata se il soggetto possiede almeno uno dei seguenti sei requisiti:

  1. agricoltore sotto un certa soglia di pagamenti diretti;
  2. iscrizione all’Inps;
  3. titolari di p. Iva attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, con dichiarazione annuale Iva;
  4. l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno fiscale più recente per cui tali prove siano disponibili;
  5. le sue attività agricole non sono insignificanti;
  6. la sua attività principale o il suo oggetto sociale è l’esercizio di un’attività agricola.

In base al 1° requisito, l’agricoltore è “attivo” se nell’anno precedente ha percepito pagamenti diretti di ammontare inferiore a:

–   5.000 € per aziende ubicate in montagna e/o zone svantaggiate;

–   1.250 € nelle altre zone.

Il lettore non ha percepito pagamenti diretti nell’anno precedente (2014); in tal caso, la normativa prevede che l’importo è ottenuto moltiplicando il n° di ettari ammissibili dichiarati dall’agricoltore nel 2015 per il pagamento medio nazionale del sostegno diretto per ettaro nel 2014. Il pagamento medio nazionale del sostegno diretto per ettaro nel 2014 è stato calcolato da Agea, pari a 397,15 €/ha (Circ. Agea n. ACIU.2015.428 del 29/9/2015). Il lettore deve moltiplicare gli ettari dichiarati nel 2015 per 397,15 €/ha; se l’importo risultante è inferiore a 5.000 € in zone montane e svantaggiate o 1.250 € in altre zone, è automaticamente “agricoltore attivo”.

Da quanto si evince dal quesito, il lettore ha un importo dei pagamenti largamente inferiore a 1.250 , quindi è “agricoltore attivo”. Di conseguenza, il lettore ha agito correttamente a presentare la domanda di assegnazione dei titoli nel 2015, evitando di perdere il sostegno della Pac.

Dal 2016, il lettore non può affittare la terra e continuare a percepire il sostegno della Pac, in quanto – nel momento in cui affitta la terra – non esercita più l’attività agricola su tali superfici agricole.

Tuttavia, il lettore può affittare i terreni e i titoli ad un affittuario per una durata 5 anni (o altra durata). Alla conclusione del contratto di affitto, il lettore tornerà in possesso dei terreni e dei titoli.

L’affitto dei terreni e dei titoli deve essere effettuato tramite un contratto di locazione, che deve essere scritto e registrato; inoltre, il trasferimento dei titoli deve essere comunicato, da parte del cedente all’Organismo pagatore competente, producendo la documentazione richiesta.

 


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