Riunione informale tra i ministri –

Riunione informale tra i ministri sulla possibilità di destinare i pagamenti diretti solo a chi produce. Ciolos chiarisce: l’obiettivo è superare le distorsioni del disaccoppiamento denunciate dalla Corte Ue

Pac, alla ricerca degli agricoltori attivi

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Un dibattito confinato in una colazione informale, a margine dell’ultimo Consiglio agricolo Ue del 13 dicembre a Bruxelles, quasi per non dare troppo nell’occhio. Perché il tema degli «agricoltori attivi », sui quali la Commissione europea vorrebbe concentrare maggiormente gli aiuti Pac con la nuova riforma, potrebbe risultare potenzialmente dirompente.
Il vero obiettivo dell’esecutivo comunitario è infatti quello di correggere gli eccessi del disaccoppiamento, ristabilendo un legame tra pagamenti diretti e attività agricola. Un legame ormai definitivamente reciso con l’entrata in vigore del disaccoppiamento totale, come più volte denunciato negli ultimi anni dalla stessa Corte dei conti europea (si veda anche «Agrisole» n. 45/2010).
L’intervento del commissario all’Agricoltura, Dacian Ciolos, di fronte ai ministri europei, è servito soprattutto a fare chiarezza su questo punto. Anche se in forma molto prudente, Ciolos ha confermato che l’obiettivo principale del passaggio della comunicazione della Commissione sugli agricoltori attivi è proprio quello di «ricollegare » in qualche modo il sostegno europeo con il requisito della produzione, seppure in forme ancora tutte da valutare, e differenziando eventualmente le buone pratiche rispettose dell’ambiente dalla semplice produzione.
Un discorso diverso riguarda invece l’opzione di premiare solo gli agricoltori a titolo principale, ipotesi già contenuta nell’articolo 28 dell’attuale regolamento «orizzontale » della Pac (n. 73/2009). E che potrebbe essere riproposto tal quale nella nuova riforma della Pac in vista del 2013, anno di scadenza delle attuali prospettive finanziarie dell’Unione europea.
Su questo punto il commissario ha detto molto chiaramente ai ministri di non aver intenzione di intervenire coercitivamente, cioè con regole europee uguali per tutti su questioni come gli agricoltori part-time. È dunque molto probabile che la possibilità di limitare la platea dei beneficiari degli aiuti Pac ad alcune categorie di agricoltori sia destinata a restare un’opzione nelle mani degli Stati membri.
La distinzione tra i due aspetti è necessaria in quanto le nuove proposte hanno ingenerato qualche confusione. In ogni caso, la discussione sugli agricoltori attivi potrebbe condurre a una serie di modifiche tecniche agli attuali regolamenti basate sulla migliore definizione dei terreni eligibili, dello stesso concetto di agricoltori attivi o delle buone pratiche da premiare.
A favore della necessità di una correzione di rotta rispetto al disaccoppiamento totale si è delineato comunque un orientamento diffuso, con la notevole eccezione della Germania. Il ministro tedesco, Ilse Aigner, ha sottolineato infatti la propria preferenza per rendere la regionalizzazione degli aiuti (che la Germania già applica dal 2005) obbligatoria in tutta Europa il prima possibile.
Mentre l’Italia e la Francia chiedono invece una transizione più lunga possibile.

 


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