Ozonoterapia efficace e sostenibile contro i funghi

In serra grazie all’azione devitalizzante su spore e miceli dei funghi saprofitari e parassiti, può essere utilizzato senza tempi di carenza


ozonoterapia

L’azione dell’ossigeno attivato (ozono) nella disinfezione degli ambienti e nella devitalizzazione di microrganismi fitopatogeni e insetti dannosi, grazie al suo elevatissimo potere ossidante, è un dato tecnicamente acquisito e incontrovertibile a livello internazionale.

È importante sapere che l’ozono, gas instabile, a 20 °C ha un tempo di dimezzamento di 2-3 giorni in funzione dell’umidità e della temperatura del sito, mentre in soluzione acquosa il tempo di persistenza ed efficacia ossidante si riduce a soli 15-20 minuti. Questo aspetto è molto importante per gli utilizzatori, che non possono conservare l’ozono ma devono produrlo al momento dell’uso.

Il principale meccanismo di azione è la per-ossidazione lipidica che causa danni ai fosfolipidi di membrana dei microrganismi. La tossicità dell’ossigeno attivato dipende inoltre dalla sua capacità di ossidare gli amminoacidi, alterando irreversibilmente la struttura e la funzione delle proteine.

L’importanza strategica dell’ossigeno attivato risiede nel fatto che esso, in seguito alla sua attività ossidante e antimicrobica, viene trasformato in ossigeno atmosferico. L’ossigeno attivato pertanto non lascia residui né nell’ambiente, né sulla vegetazione trattata.

L’ozonoterapia quindi, uccidendo senza lasciare traccia, è un “killer perfetto”, e già dopo pochi minuti dall’applicazione sulle piante si può procedere alla raccolta di ogni prodotto senza alcun limite di intervallo di sicurezza. È questo un aspetto di basilare importanza per gli agricoltori sempre alle prese con i vincoli nell’uso degli agrofarmaci.

Trascorsi pochi minuti dall’applicazione sulla vegetazione colpita si possono già verificare gli esiti dell’azione devitalizzante dell’ozono sui germi, sulle spore e miceli dei funghi saprofitari e parassiti.

L’ozono può essere rilasciato come gas oppure disciolto prima in acqua poi irrorato o nebulizzato sulle colture sulle quali svolge un’azione abbattente in modo non selettivo e solamente per contatto. Viene invece escluso ogni effetto devitalizzante riconducibile ad assorbimento e traslocazione all’interno delle cellule e dei tessuti.

Novità per i serricoltori

Un gruppo di ricercatori coordinati da Gabriele Chilosi (Università della Tuscia) in collaborazione con due aziende private italiane hanno deciso di verificare quanto siano sfruttabili e sostenibili in ambito serricolo le caratteristiche dell’ozono.

I primi risultati, molto promettenti, sono stati ottenuti in serra nebulizzando acqua ozonizzata (6 ppm) prodotta da un apparato ad alta potenza (Met srl- Bologna) con funzionamento a corona associato all’apparato Micro28 (Scova impianti srl), utilizzato per la nebulizzazione della soluzione stessa all’interno dei alcuni siti sperimentali.

 

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