Ortofrutta. Più consumi!

Emozioni, digitale, campagne transnazionali. E maggiori risorse


Pil

A dispetto dell’aumento di sensibilità e consapevolezza nei confronti dell’alimentazione e del suo stretto legame con la salute, i consumi di frutta e verdura nei Paesi occidentali continuano a diminuire in maniera generalizzata. Secondo un recente studio Nomisma, dal 2000 a oggi gli italiani avrebbero rinunciato a mangiare quasi 1,7 milioni di t di ortofrutta (-18%), per un consumo pro-capite che nel 2014 si è attestato a 360 gr/giorno, sotto della “dose” consigliata dall’Oms. Una tendenza non certo determinata dalla crisi: si tratta di un fenomeno strutturale, legato ai nuovi ritmi e stili di vita della società, che rischia però di presentare nei prossimi anni un conto salato in termini di salute pubblica e sta mettendo in forte difficoltà uno dei comparti più importanti dell’agricoltura.

Cosa si può fare? Questo il cuore del “Workshop internazionale sulle campagne di comunicazione per promuovere il consumo di frutta e verdura”, promosso in Expo da Unaproa. Ai lavori hanno partecipato rappresentanti di Interfel (Francia), 5 Al Dia (Argentina), Hortyfruta (Spagna), Kups (Polonia), Kpl (Finlandia). In Finlandia e Spagna si punta sull’origine, in Francia sui bambini e le giovani famiglie, in Argentina sui momenti di festa, ma alcune linee sono condivise: spingere la comunicazione sugli aspetti emozionali, più che su quelli didattico-educativi; go to market, ossia portare il prodotto dove è il consumatore, spingendosi fuori dal consumo domestico e intessendo nuovi rapporti con la ristorazione e i bar; puntare sulla comunicazione digitale; creare un brand forte, riconoscibile e duraturo, che non si esaurisca con una campagna promozionale; unire le forze e promuovere campagne trans-nazionali. «Emergono due importanti indicazioni per il futuro: la prima è la possibilità di avviare una collaborazione tra tutti quei Paesi che hanno campagne simili; la seconda è la necessità di avviare un’azione di lobbying comune nella Ue per ottenere maggiori risorse finanziarie, senza le quali è impossibile realizzare grandi rivoluzioni» ha detto il presidente di Unaproa, Ambrogio De Ponti.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 44/2015 L’Edicola di Terra e Vita

 


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