Ortofrutta, l’export vola a 8 miliardi

L’ortofrutta rappresenta il 3,6% del commercio. I dati del secondo Rapporto Nomisma-Unaproa sulla competitività del settore ortofrutticolo nazionale


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Con un valore alla produzione di circa 12 miliardi di euro e un export 2015 di 8 miliardi di euro, il settore ortofrutticolo fresco e trasformato si conferma la prima voce dell’export dell’agroalimentare italiano.

Ma nell’ultimo decennio il settore ha perso significative quote di mercato nel panorama mondiale, scendendo dal 5,1% al 3,6% nel comparto dell’ortofrutta fresca e dal 7,7% al 6,5% in quello dei prodotti trasformati. Complice la pressione concorrenziale, basata più sul prezzo che sul valore, di alcuni paesi, in primis Stati Uniti (la cui quota è aumentata per entrambe le tipologie di prodotti) e Cina (passata dal 5,2% all’8,6% nel fresco e dal 9,5% al 13% nel trasformato), e di nuovi competitor emergenti come Perù, Iran, Egitto e Georgia. Ma, se da un lato, cambiano i pesi degli esportatori, dall’altro si aprono anche nuove frontiere. E se è vero che la Cina è diventato un competitor molto forte, è anche vero che il mercato cinese nel 2015 ha importato ben 8,6 miliardi di dollari di ortofrutta fresca, +631% rispetto a dieci anni fa.

«Di questa apertura, ne hanno beneficiato anche le nostre imprese» ha dichiarato Denis Pantini, direttore Area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma, durante la presentazione a Roma del Secondo Rapporto Nomisma-Unaproa sulla competitività del Settore Ortofrutticolo Nazionale. «Oggi la Cina –ha aggiunto Pantini – con una quota del 5%, rappresenta il quinto mercato di esportazione del nostro kiwi, dopo Germania, Spagna, Francia e Stati Uniti, evidenziando come….

 

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