L’ortofrutta è entrata nel mondo dei big data

Che se utilizzati con i nuovi strumenti previsionali aiutano a sostenere il reddito dei produttori. Se ne è discusso ampiamente al convegno Edagricole nell’ambito del Macfrut di Rimini


big data

L’incognita sui prezzi, la volatilità dei mercati e anche le previsioni agrometeo per non “perdere” produzioni e raccolti. Questi i focus del workshop organizzato a Macfrut 2917, la fiera internazionale dell’ortofrutta che si è chiusa oggi a RiminiFiera da Edagricole Tecniche Nuove dal titolo emblematico “Il prezzo dei prodotti ortofrutticoli: solo una questione di mercato? Modelli previsionali, case history, strumenti operativi” moderato da Duccio Caccioni,, direttore Marketing&Qualità del CAAB.

Relatori autorevoli come Mauro Bruni, presidente di Areté, Fabrizio De Giacomi, responsabile Area Mercati di Bmti (Borsa Merci Telematica Italiana), Federico Carboni, amministratore delegato e responsabile commerciale Agromet, Riccardo Bugiani, fitopatologo del Servizio Fitosanitario di Regione Emilia-Romagna e Francesco Martella, Area Sviluppo CeSAR, Centro per lo sviluppo agricolo e rurale, Perugia.

Oggi è possibile mantenere il reddito e crescere con l’aiuto dei nuovi strumenti previsionali sia in termini di prezzi che di consumi e di produzioni e da ultimo proteggersi anche con le coperture assicurative agevolate. Come ha sottolineato De Giacomi, responsabile area mercati Btmi, abbiamo i dati per costruire dei modelli previsionali. «Disponiamo di una banca dati enorme per il rilevamento dei prezzi dei mercati all’ingrosso. Questa è un’attività che viene svolta addirittura prima del 1959 in forma sistematica. Oggi il sistema di rilevamento dei prezzi è complesso e solo con le mele si arriva a parecchie centinaia di referenze. Raccogliamo mezzo milione di prezzi l’anno. Un listino prezzi contiene ad esempio 250-300 referenze. Questo enorme data-base può essere utilizzato dal mondo della produzione e rielaborato per prevedere prezzi, produzione, consumi. Entriamo così nel mondo dei big data».

Bruni ha sottolineato l’utilità dei big data: «Bisogna utilizzarli in modo razionale per costruire modelli econometrici che lavorano sulle banche dati e determinano rapporto causa effetti sul prezzo. In questo caso è possibile mettere a punto un corretto risk management». Sull’ortofrutta in particolare il prezzo non è globale, anche se oggi si tende a farla diventare commodity, come ha fatto notare Caccioni.

Anche le previsioni meteo sono strategiche: «Entriamo dentro l’azienda agricola da anni – ha spiegato Bugiani – avendo gli strumenti per capire ad esempio come intervenire se intervenire per i trattamenti fitosanitari».

Carboni di Agromet ha tratteggiato il quadro drammatico di quanto successo nell’inverno 2017: non solo in Spagna, nella Murcia, dove si sono prodotti 300 milioni di danni provocati dall’acquazzone. Freddo e gelo hanno sferzato anche il Centro e Sud Italia che rappresentano l’orto italiano.


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