Ortaggi da foglia invernali Ideali per la IV gamma

Nella Piana del Sele centinaia di ettari di ortaggi destinati alle industrie estere specializzate


IV gamma

La Piana del Sele, in Campania, è diventata un punto di riferimento importante in Europa anche per la produzioni di ortive in pieno campo per la IV gamma.

«Da quest’area agricola – ci dice Demetrio Esposito, responsabile commerciale della Aop “Armonia” – parte gran parte delle produzioni di indivia liscia, indivia riccia, pan di zucchero e radicchio destinati alla produzione del “poker” per la IV gamma realizzato nelle industrie di trasformazione del nord Europa: Germania, Austria, Francia».

I soci della Aop “Armonia” destinano circa 200 ha a queste produzioni che finiscono per il 70% all’estero, per il 20% alle aziende trasformatrici di IV gamma italiane e per un 10% alla gdo interna. Del totale, il 35% è rappresentato dall’indivia scarola (scarola liscia), il 25% dall’indivia riccia (scarola riccia), il 25% da radicchio di Chioggia e il 15% da pan di zucchero.

«La Piana del Sele – aggiunge Esposito – è diventata un’area produttiva importante per il radicchio, seconda solo alla zona di Chioggia. In questo areale produttivo gli orticoltori hanno il vantaggio di avere il radicchio fresco da novembre a febbraio, per poi frigoconservarlo successivamente per la vendita primaverile; nel chioggiano, invece, i produttori sono costretti a raccogliere prima e a stoccare il prodotto nel periodo invernale per la successiva vendita».

Il radicchio e il pan di zucchero, a differenza delle indivie, sono sottoposti allo stoccaggio in celle frigo a 0 °C nei mesi di febbraio-marzo poiché non è possibile produrli nel periodo successivo.

«Mentre per il radicchio c’è anche una certa richiesta da parte del mercato del fresco, prosegue il nostro interlocutore, il pan di zucchero è destinato unicamente alla produzione di IV gamma. Negli ultimi tempi, una parte delle superfici è stata indirizzata verso le produzioni biologiche per rispondere alla richiesta soprattutto del mercato tedesco».

I maggiori problemi delle coltivazioni summenzionate sono legati alle avverse condizioni climatiche che si possono verificare nel periodo autunno-invernale.

«Le piogge e le gelate sono i principali fattori critici, mentre riguardo la difesa dai parassiti qualche problema può sorgere per gli attacchi iniziali di afidi e nottue e per la comparsa di batteriosi nei periodi di maggiore umidità. La lotta si pratica con l’impiego di prodotti sistemici, mentre nelle coltivazioni condotte con il metodo biologico si ricorre all’impiego di rame e zolfo, per la difesa da crittogame e batteri, e all’uso di insetticidi naturali per il controllo di afidi e nottue».

Per quanto riguarda la concimazione si effettua quella di fondo (con un concime complesso ternario) che è sufficiente per i cicli brevi, mentre per i cicli più lunghi si può intervenire anche in copertura distribuendo prodotti granulari. L’irrigazione è praticata solo nel periodo di fine estate-inizio autunno con l’ausilio di impianti semi-mobili ad aspersione.

«I soci di “Armonia” si avvalgono anche di compost vegetale prodotti dalla Aop e per le coltivazioni biologiche fanno ri corso unicamente all’impiego di sostanza organica».

La raccolta si effettua in maniera classica, solo manualmente, oppure con l’ausilio di macchine agevolatrici.

«Nel caso di utilizzo di macchine agevolatrici – spiega Esposito – il prodotto viene posto su nastri trasportatori e convogliato su linee di lavorazione per essere confezionato. Si pratica la fase di mondatura in campo e il prodotto è sistemato in confezioni, solitamente del tipo Ifco (riutilizzabili), fornite dal cliente o di proprietà della Aop, pronte ad essere spedite sui mercati entro le 24-48 ore successive. Qualora nella fase di post-raccolta si rendesse necessaria la pulizia il prodotto, prima di essere indirizzato alla pre-refrigerazione con la tecnologia vacuum, viene sottoposto a lavaggio in magazzino».

I maggiori concorrenti delle produzioni campane sono gli spagnoli.

«In Spagna le coltivazioni sono condotte su terreni “sciolti” in grado di garantire una migliore pezzatura e consentire densità di coltivazione più elevate. Il vantaggio delle produzioni campane risiede nella qualità del prodotto, certificato dai diversi marchi di garanzia (Global gap, QS, IFS, Marque Leaf) richiesti soprattutto dal mercato tedesco e da quello inglese, nella diversificazione verso le produzioni biologiche e nel beneficio, che hanno gli importatori, di potersi approvvigionare, nella Piana del Sele, della rucola che, affiancandosi alle altre tipologie di prodotto per la IV gamma, garantisce la massa critica con evidenti vantaggi nella logistica».

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