Origine della semola: il decreto va a Bruxelles

La Commissione ha tre mesi per esprimere il suo parere e far divenire esecutiva la norma


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L’etichetta della pasta secca avrà presto l’indicazione dell’origine della materia prima e cioè sia della semola che del grano da cui è derivata la semola stessa.

La pasta, infatti, viene presa da anni come esempio di alimento realizzato in Italia a partire da grano duro in parte italiano e in parte importato. L’indicazione dell’origine della pasta si aggiungerebbe, così, all’analoga indicazione che è già in vigore per altri prodotti come l’olio di oliva, il miele, la carne bovina e da ultimo per i prodotti lattiero caseari che entrerà in vigore nel 2017.

Il decreto del Mipaaf che stabilisce le modalità con le quali l’indicazione dell’origine dovrà essere riportata in etichetta, è stato predisposto e inviato a Bruxelles per il preventivo nulla osta da parte della Commissione che ha tre mesi per esprimere il suo parere e far divenire esecutiva la norma.

Il provvedimento ministeriale stabilisce che le confezioni di pasta dovranno riportare le seguenti informazioni:

–   il Paese di origine dell’ingrediente primario della pasta, ossia la semola, che di fatto coincide con il Paese di ultima trasformazione;

 

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