Op ortofrutticole più forti dal 1° giugno

In vigore il nuovo regolamento Ue che prevede l’aumento dei prezzi di ritiro: dal 30% al 40% del prezzo medio di mercato registrato negli ultimi cinque anni, se i prodotti ritirati saranno dati in beneficenza e dal 20% al 30% per i ritiri destinati a mangimi o distillazione


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Dal 1° giugno sono in vigore regole nuove e più semplici ma anche di maggiore sostegno per il settore ortofrutticolo e soprattutto per l’operatività delle organizzazioni dei produttori (Op) sia come associazione che come unioni di tali associazioni.

Le nuove regole sono riportate nel Regolamento (Ue) 2017/891 della Commissione del 13 marzo scorso. L’immediata applicazione del nuovo regolamento ha dovuto prevedere anche norme transitorie per quanto riguarda soprattutto i programmi operativi approvati a norma del regolamento di esecuzione (Ue) n. 543/2011 che possono continuare ad essere attuati fino alla sua scadenza alle condizioni applicabili a norma del regolamento di esecuzione (Ue) n. 543/2011 oppure essere modificati per conformarsi alle nuove norme oppure essere sostituiti da uno completamente nuovo.

Il nuovo regolamento stabilisce comunque regole più semplici sia per il riconoscimento delle organizzazioni dei produttori sia per la loro gestione, nonché per la realizzazione dei programmi operativi. Inoltre vengono previsti stanziamenti maggiori a sostegno delle Op, soprattutto per far fronte alle situazioni di crisi di mercato.

In particolare, il nuovo regolamento rafforzerà ulteriormente il ruolo delle Op rendendole più attraenti per i produttori che ancora non ne sono soci, mentre allo stesso tempo migliorerà il funzionamento della gestione del mercato.

Ogni anno, circa il 47 miliardi di euro di frutta e verdura sono prodotte da 3,4 milioni di aziende in tutta l’Ue, rappresentanti circa un quarto del totale delle aziende agricole comunitarie. Secondo gli ultimi dati disponibili, ci sono circa 1.500 Op che coprono il 50% della produzione di frutta e verdura comunitaria.

Le novità introdotte

Tra le modifiche introdotte dalle nuove norme è previsto che ci sia un maggior sostegno al settore ortofrutticolo quando i prodotti devono essere rimossi dal mercato a causa di sviluppi negativi del mercato o imprevisti. I cosiddetti prezzi di ritiro aumenteranno dal 30% al 40% del prezzo medio di mercato registrato negli ultimi cinque anni, se i prodotti ritirati saranno destinati alla distribuzione gratuita come beneficenza e dal 20% al 30% per i ritiri destinati per altri scopi come ad esempio, compost, mangimi, distillazione ecc.

Ma cambiano anche le sanzioni per i quantitativi di prodotti ritirati e risultati non conformi alle norme di commercializzazione. Infatti se tali quantitativi sono inferiori al 10% dei quantitativi effettivamente ritirati la sanzione è pari all’aiuto finanziario dell’Unione, calcolato in base ai quantitativi di prodotti ritirati non conformi; se tali quantitativi sono compresi tra il 10% e il 25% dei quantitativi effettivamente ritirati, la sanzione è pari al doppio dell’importo dell’aiuto finanziario, calcolato in base ai quantitativi di prodotti ritirati non conformi; o se tali quantitativi superano il 25% del quantitativo effettivamente ritirato, la sanzione è pari all’importo dell’aiuto finanziario dell’Unione per l’intero quantitativo che doveva essere ritirato e sul quale è stato concesso l’aiuto.

Rendere più attraenti le Op ortofrutticole

Le nuove regole sono inoltre progettate per rendere le Op della frutta e della verdura un settore più attraente per i produttori che non sono attualmente membri, rendendo più chiaro che le azioni delle organizzazioni di produttori possono beneficiare di un sostegno con finanziamenti comunitari (ad es. gli investimenti in tecnologia o la qualità miglioramento).

Anche se i membri dell’Op sono incoraggiati a fornire tutta la loro produzione per l’organizzazione di mercato autonomamente, molti hanno anche una tradizione di vendita diretta al consumatore e la Commissione intende garantire che questa tradizione di fornitura diretta ai mercati locali possa continuare.

Le nuove regole hanno fissato, in maniera unica per tutti i prodotti, al 25% la percentuale massima di prodotti che può essere commercializzata fuori dell’organizzazione in sostituzione del vecchio sistema di una soglia minima stabilita a livello Ue e una varietà di differenti soglie massime fissate a livello nazionale.

Infine, le norme che disciplinano le organizzazioni di produttori transnazionali e delle loro associazioni, sono più semplici e chiare per favorire una maggiore commercializzazione transfrontaliera di prodotti.

Attraverso le sue regole comuni di mercato, l’Unione europea incoraggia i produttori a costituire organizzazioni di produttori, al fine di rafforzare la loro posizione sul mercato attraverso una posizione contrattuale più forte con il settore commerciale, così come attraverso la pianificazione della produzione, l’innovazione e la prevenzione delle crisi e le misure di gestione.

 

Al collegamento seguente si potranno leggere i massimali di sostegno per i ritiri dal mercato

 


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