Olivo, l’irrigazione può fare la differenza

Le scarse precipitazioni primaverili e le elevate temperature delineano una situazione di grave carenza idrica. Intervenire con l’irrigazione nelle fasi più critiche può essere decisivo per la produttività dell’oliveto


olivo

In ambienti molto aridi o comunque in annate siccitose irrigare gli ulivi può migliorare le produzioni sia in termini quantitativi che qualitativi. Questa va effettuata tenendo presente che la sensibilità dell’olivo alla carenza idrica nel suolo varia in funzione dello stadio fenologico e quindi occorrerà prestare maggiore attenzione durante la fioritura, l’allegagione, la crescita iniziale di crescita rapida del frutto e il periodo d’inoliazione. Con apposite formule è poi possibile stimare il quantitativo d’acqua da somministrare alle piante: si tratta alla fine di calcolare l’evapotraspirazione dell’ulivo, tenendo comunque presente che questa risente della posizione geografica e delle condizioni climatiche.

Certamente la tendenza attuale è quella dell’irrigazione in deficit, ovvero un’irrigazione che non soddisfa pienamente le richieste idriche della pianta; il ricorso a questa tecnica è determinato dal fatto che così facendo si ottiene un risparmio idrico ed è al contempo possibile mantenere la produzione a livelli comparabili a quella degli alberi perfettamente irrigati, nonché ottenere eventuali miglioramenti qualitativi dell’olio.

Per quanto riguarda poi le modalità con le quali distribuire l’acqua l’irrigazione localizzata è certamente il metodo più diffuso e proprio in questa categoria la sub irrigazione sta avendo una certa espansione. Ma, qualora non s’avesse a disposizione alcun impianto d’irrigazione, sarà opportuno prevedere alcuni interventi di soccorso per distribuire l’acqua con un carro-botte. Infine è importante smettere d’irrigare almeno due settimane prima della raccolta, sia che questa avvenga con macchine vibro-scuotitrici, sia che venga realizzata direttamente dalla chioma con macchine agevolatrici.

Leggi l’articolo completo su Olivo e Olio n. 4/2017


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