Ocm promozione vino 2018, il decreto è stato approvato

Tempi stretti per predisporre i programmi e rischio che il Tar del Lazio faccia decadere il decreto


bottiglia

Dopo il flop dell’Ocm vino 2017 ove gli interventi della promozione hanno subito varie battute d’arresto e ora si stanno realizzando tra mille difficoltà e incertezze, analoga sorte se non peggiore si profila per l’Ocm vino 2018 che sarebbe dovuta partire sin dalla scorsa primavera con la predisposizione dei bandi di gara nazionali e regionali e la relativa presentazione dei programmi.

Il decreto ministeriale che ha sempre dato il via alla campagna promozione che è la prima misura a partire rispetto alle altre quali gli investimenti i reimpianti, le assicurazioni, e la vendemmia verde è stato approvato solo il 28 luglio 2017 e non a marzo aprile come accadeva gli altri anni. I motivi sono noti in quanto sono la conseguenza delle polemiche e dei contenziosi ancora in corso relativi all’Ocm 2017 e sono lontanissimi da una soluzione. Un primo spunto di risoluzione potrebbe avvenire dalle sentenze che il Tar dovrebbe emettere a breve per sciogliere alcuni dei punti più controversi, ma che ancora tardano ad arrivare.

Il ministero delle Politiche agricole Maurizio Martina aveva peraltro preparato una bozza di decreto che non è stata condivisa dalle organizzazioni professionali e da ultimo dalla Conferenza Stato Regioni ove l’opposizione forte dell’Assessore Giovanni Fava della Regione Lombardia ha bloccato definitivamente il provvedimento.

A questo punto il Ministro Martina nell’intento di non compromettere definitivamente l’attuazione dell’Ocm vino promozione per il 2018 ha chiesto al Consiglio dei Ministri di procedere all’approvazione motivata del decreto anche in assenza del parere della Conferenza Stato Regione. Ciò è avvenuto nella riunione del Consiglio dei ministri del 28 luglio 2017.

Incertezze e tempi stretti

Gli operatori devono così predisporre in tutta fretta i programmi per il 2018 avendo sul collo la spada di Damocle di una non improbabile decadenza del decreto ministeriale per effetto delle prossime sentenze del Tar Lazio o di qualche altrettanto probabile ricorso contro il decreto stesso e le graduatorie che ne dovessero scaturire. D’altra parte la Commissione ha già chiesto spiegazioni all’Italia sulla bozza di decreto che era circolata nelle scorse settimane facendo rilevare l’incongruità di alcune norme con quelle dei regolamenti comunitari. La segnalazione comunitaria potrebbe anche ritardare la pubblicazione del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri per consentire ai servizi tecnici del Ministero di apportare al decreto stesso almeno alcune delle principali correzioni richieste da Bruxelles

 

 

Cosa prevede il decreto

Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri indica che sono ammissibili le seguenti azioni di comunicazione e promozione da attuare in uno o più Paesi terzi:

  • azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità;
  • partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale;
  • campagne di informazione, in particolare sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell’Unione;
  • studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione.

La promozione potrà riguardare:

– vini a denominazione di origine protetta;

– vini ad indicazione geografica protetta;

– vini spumanti di qualità;

– vini spumanti di qualità aromatici;

– vini con l’indicazione della varietà.

L’importo del sostegno a valere sui fondi europei è pari al massimo al 50% delle spese sostenute per svolgere le azioni promozionali. Questo sostegno europeo può essere integrato con fondi nazionali o regionali.

 

L’Ocm vino 2018

140 milioni di euro per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti, 101,9 per la Promozione nei Paesi esteri, 45 milioni per gli investimenti, 20 per la distillazione dei sottoprodotti, 20 per le assicurazioni del raccolto, 10 per la vendemmia verde: ecco come saranno ripartiti i 336.997 milioni di euro a disposizione dell’Italia per la campagna 2017-2018 dell’Ocm Vino, come stabilito dal decreto 1715 del 20 marzo 2017 del Ministero delle Politiche Agricole, firmato dal capo dipartimento Giuseppe Blasi.

I fondi Promozione, come sempre, saranno divisi con un 70% in mano alle singole Regioni e il 30% gestiti a livello nazionale del Ministero.
A livello di singole Regioni spicca l’ingentissima dotazione della Sicilia, con 51 milioni di euro complessivi (1/6 del totale), di cui 32 finalizzati alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti. La seconda Regione per dotazione complessiva è il Veneto, con 35 (di cui 16 per la ristrutturazione dei vigneti), seguita dalla Toscana con 27 (14 per la ristrutturazione), dalla Puglia con 26 (13 per i vigneti), dall’Emilia Romagna con 25 (14 per la ristrutturazione) e dal Piemonte con 19 (9 per i vigneti).


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