Obbligo dichiarazione Iva e agricoltore attivo

I requisiti necessari e le regole da seguire


agricoltore

Domanda

Sono Agricoltore attivo:

–   titolare di reddito extra-agricolo da pensione;

–   regime di esonero Iva con volume di affari inferiore a € 7.000;

–   partita Iva aperta prima del 1/08/2014;

–   iscritto al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio – Sezione Speciale Imprese Agricole – nel marzo 2014 – Codice ATECO 01 – (iscritto solo per attività agricola);

–   invio comunicazione Iva Polivalente (Spesometro) tutti gli anni precedenti;

–   terreni in zona di montagna;

–   nel 2016 i pagamenti diretti Pac sono stati lievemente superiori ad € 5.000 (negli anni precedenti sono stati sempre inferiori).

A seguito del superamento occasionale della soglia di € 5.000 di pagamenti diretti, viene chiesto di presentare dichiarazione annuale Iva e detenere la contabilità Iva.

Il volume di affari futuro sarà inferiore ad € 7.000 e i pagamenti diretti saranno inferiori a € 5.000.

Poiché nel 2016 è stata superata la soglia dei 5.000 € dei pagamenti diretti Pac è obbligatorio detenere la contabilità Iva con obbligo di presentazione della dichiarazione annuale pur restando il volume di affari inferiore ai 7.000 €? I requisiti in premessa sono sufficienti ad escludere la contabilità Iva? Oppure si rende necessario dal 2016 chiedere la deroga dei pagamenti diretti pari almeno al 5% dei proventi totali da attività non agricole nell’anno precedente? E nei redditi totali andrebbero ricompresi eventuali redditi del coniuge.

 

Risposta

  Ricordiamo che l’agricoltore può utilizzare sei fattispecie per dimostrare di essere “attivo”:

  1. agricoltore sotto una certa soglia di pagamenti diretti nell’anno precedente (5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 euro nelle altre zone);
  2. iscrizione all’Inps, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Iap) o colono o mezzadro;
  3. titolari di partita Iva, attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014; per le “altre zone”, a partire dal 2016, con dichiarazione annuale Iva;

a queste tre fattispecie, si aggiungono le seguenti tre deroghe che hanno la stessa valenza:

  1. i proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente rappresentano almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente;
  2. l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente;
  3. l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è registrata come attività agricola.

 

Leggi la risposta completa di Angelo Frascarelli su Terra e Vita 41/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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