Obbligatoria l’indicazione dell’origine per funghi e tartufi

La Commissione europea ha disposto che sia presente nell’etichetta di questi prodotti il luogo di raccolta o coltivazione; ciò tutelerà maggiormente i prodotti italiani


funghi

I funghi e tartufi venduti freschi nei mercati rionali e nei supermercati italiani sono spesso stati raccolti all’estero e al consumatore viene nascosta la reale origine del prodotto o gli viene fatto credere con l’inganno che sia italiano. Per ovviare a tale frode sarebbe sufficiente rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine sanzionando l’eventuale omissione. Sull’argomento è stata sollecitata dalla Coldiretti la Commissione europea; quest’ultima ha fornito un circostanziato parere di cui riferisce la stessa organizzazione.

In particolare nella sua risposta la Commissione afferma che funghi e tartufi devono riportare obbligatoriamente in etichetta o su appositi cartellini il luogo di raccolta o coltivazione, per evitare che prodotti stranieri vengano spacciati per italiani come purtroppo spesso è avvenuto fino a ora.

La Coldiretti sottolinea come la Commissione europea abbia chiarito che le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, anche se esentati dal rispetto della norma di commercializzazione generale, come tartufi e funghi spontanei.

L’obbligo indicato dalla Commissione europea dovrà essere confermato da apposite disposizioni nazionali sulla commercializzazione di funghi e tartufi che attualmente non prevedono in modo esplicito tale obbligo.

«Nel 2016 – ricorda ancora la Coldiretti – sui 58 controlli nel settore della commercializzazione di tartufo sono state notificate ben 9 notizie di reato e 11 contestazioni amministrative da parte dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per irregolarità di etichettatura e nell’osservanza degli obblighi di rintracciabilità».

Il rischio di presenza di funghi e tartufi non raccolti in Italia è notevole in quanto nel 2016 sono stati importati in Italia oltre 7 milioni di chilogrammi tra funghi e tartufi freschi, dei quali 2,5 milioni di chili arrivano dalla Polonia e oltre 2 milioni dalla Romania, per un valore complessivo di 41 milioni di euro. Ben 11 milioni di euro riguardano specificatamente i tartufi per un quantitativo di 167mila chili.


Pubblica un commento