Dopo i nubifragi occhio alla monilia

La bolla e la monilia sulle drupacee


monilia

Come confermato dai climatologi, il clima mediterraneo che sta “tropicalizzandosi” anche quest’anno, dopo un inverno caldo e siccitoso, ha portato nella seconda metà di marzo piogge abbondanti e torrenziali con danni e allagamenti diffusi.

Molte varietà di fruttiferi si sono trovate in inizio o fine fioritura durante le varie giornate piovose, con l’impossibilità di intervenire tempestivamente per proteggere i fiori ed i frutticini appena allegati dai patogeni batterici e fungini che si avvantaggiano di condizioni climatiche molto umide, come la bolla e la monilia sulle drupacee. Occorrerà, pertanto, intervenire con trattamenti curativi o cautelativi, appena i campi saranno praticabili.

fructicola diventa prevalente

Il controllo della monilia (Monilia laxa, M. fructigena e la specie arrivata di recente nel Sud Italia M. fructicola e che sembra stia diventando prevalente rispetto alle altre due “classiche” specie) è importante soprattutto per il mandorlo e per l’albicocco, specie particolarmente suscettibili a questo fungo.

 

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