Una manovra per l’agricoltura

Ok definitivo in Senato con il voto di fiducia alla legge di Bilancio 2017. Tanti i provvedimenti “agricoli”: dall’azzeramento dell’Irpef, al credito d’imposta per ristrutturare gli agriturismi


montani

L’esito del referendum costituzionale, con le conseguenti dimissioni di Renzi, avrebbe potuto mettere a rischio l’approvazione entro l’anno della Legge di Bilancio già votata dalla sola Camera. Così non è stato e lo scorso 7 dicembre dopo l’ok definitivo in Senato la manovra è diventata legge.

Di una parte dei provvedimenti fiscali che riguardano l’agricoltura già abbiamo detto negli scorsi numeri (TV 45 e seg.). Spicca, senza dubbio, per i periodi d’imposta dal 2017 al 2019 il cosiddetto azzeramento dell’Irpef agricola: nei tre periodi d’imposta indicati, i redditi dominicali e agrari non concorreranno alla formazione della base imponibile Irpef delle persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di Iap, iscritti negli elenchi previdenziali gestiti dall’Inps.

Ma vi sono altri provvedimenti di diretto interesse per il settore primario.

Viene confermato con lo stanziamento di 20 milioni di euro, anche per il 2017, l’aumento delle percentuali di compensazione (cosiddetta “Iva agricola”) che i produttori agricoli in regime speciale Iva devono applicare per determinare la detrazione Iva spettante sulle cessioni di animali vivi della specie bovina e suina, già disposta per il 2016: quindi, entro il 31 gennaio dovrà essere emanato un decreto interministeriale che preveda per l’anno 2017 che tali percentuali di compensazione sono innalzate rispettivamente in misura non superiore al 7,7% e all’8%.

 

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