I mq entrano nella visura catastale

Un altro passo avanti per la riforma con l’annuncio dell’agenzia delle Entrate


catastale

Come abbiamo più volte affermato nelle pagine di “Terra e Vita” la riforma del catasto fabbricati ha il suo primo baluardo nel passaggio dalla tassazione per “vano” a quella per “metro quadrato”. Ma il dato dei metri quadrati fino ad oggi non era disponibile: o meglio è disponibile solo per gli accampionamenti eseguito con Docfa dal 1997 in poi.

L’agenzia delle Entrate, in applicazione e con i criteri fissati dal Dpr 138/98 allegato C, ha già calcolato per tutti i fabbricati il dato della superficie a mq, anche accampionati prima del 1997, ma tale dato era disponibile solo per l’ufficio.

Il problema dei “muri”

Oggi invece, annuncia l’Agenzia, il dato del mq verrà inserito nelle visure catastali ovviamente per adesso sarà solo fine a sè stesso in quanto le rendite continueranno ad essere determinate con i vani. I mq potranno quindi essere utilizzati sia ai fini Tari (tassa rifiuti) che ai fini della nuova imposta Iuc (Imposta unica comunale) le cui evoluzioni sono ancora assai dubbiose. Questo anche se i nuovi criteri sono diversi dai regolamenti comunali Tari che in vari casi parlano di superficie utile e non lorda, compresi i muri. Esso costituirà anche un dato statistico assai interessante per poter calcolare il gettito fiscale quando passeremo da vani a metri quadrati.

Per noi poi che operiamo in campagna sarà veramente un “bagno di sangue”: pensate a tutte le superfici di tutte quelle case coloniche magari con muri molto spessi e stanzini, ripostigli, cantine, orciaie, magazzini ecc.

Calcolo delle superfici lorde

Ma quali sono i criteri del Dpr 138/98 per il calcolo della superficie lorda? Sono fissati nell’allegato C al quale rimandiamo per una visione più completa dell’argomento ma in sintesi essi stabiliscono “Nella determinazione della superficie catastale delle unità immobiliari a destinazione ordinaria, i muri interni e quelli perimetrali esterni vengono computati per intero fino ad uno spessore massimo di 50 cm, mentre i muri in comunione nella misura del 50% fino ad uno spessore massimo di 25 cm. La superficie dei locali principali e degli accessori, ovvero loro porzioni, aventi altezza utile inferiore a 1,50 m, non entra nel computo della superficie catastale. La superficie degli elementi di collegamento verticale, quali scale, rampe, ascensori e simili, interni alle unità immobiliari sono computati in misura pari alla loro proiezione orizzontale, indipendentemente dal numero di piani collegati. La superficie catastale, determinata secondo i criteri esposti di seguito, viene arrotondata al metro quadrato. omissis … La superficie dei locali accessori a servizio indiretto dei locali principali computata nella misura: del 50%, se comunicanti con i locali di cui al punto precedente; del 25% se non comunicanti; c) la superficie dei balconi, terrazze e simili computata nella misura del 10%; d) la superficie dell’area scoperta o a questa assimilabile, che costituisce pertinenza esclusiva della singola unità immobiliare computata nella misura del 10%, ovvero, nella misura del 2% in altri casi .. omissis..ecc. ecc.”

A breve le istruzioni per l’accesso

Ma come possiamo fare per aver il dato dall’agenzia delle Entrate? Sono previsti due accessi uno per i singoli utenti (privati) attraverso la procedura Fisconline e una procedura per gli intermediari attraverso Entratel. Sul sito internet dell’Agenzia nei prossimi giorni saranno disponibili le istruzioni per poter accedere ai dati. L’Agenzia fa presente che ci sono alcuni casi in cui non sarà disponibile il dato: nei casi in cui la planimetria catastale è andata distrutta o smarrita. Il contribuente dovrà produrre per tramite di un tecnico abilitato e con la procedura Docfa la planimetria e quindi sarà il tecnico che calcolerà la superficie come avviene per tutti gli immobili accampionati dopo il ‘97. Sembra che le procedure seguite per il calcolo della superficie siano collaudate e che non ci siano pertanto errori ma è possibile che si verifichino delle differenze: in questo caso il contribuente dovrà produrre per tramite di un tecnico abilitato il calcolo della superficie che sarà inserito con la procedura Docfa. L’Agenzia potrà controllare con le consuete tempistiche previste per i modelli Docfa il corretto calcolo della superficie.

Leggi l’articolo su Terra e Vita 49-50/2015 L’Edicola di Terra e Vita


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