Monilinia fructicola, gestione guidata dei trattamenti precoci

Nuovo timing contro la nuova specie. I risultati in Emilia-Romagna


monilia

La moniliosi, o marciume bruno, è una malattia crittogamica fra le più comuni in grado di causare danni rilevanti tali da pregiudicare la commercializzazione dei frutti delle rosacee, in particolare drupacee e pomacee. Monilinia fructicola è uno dei principali patogeni fungini delle drupacee responsabile, insieme a Monilinia laxa, Monilinia fructigena e Monilia polystroma. Mentre le prime due specie sono patogeni ampiamente diffusi e noti da tempo in Europa, M. fructicola è stata introdotta più recentemente, nel 2001. Il primo ritrovamento è avvenuto in Francia e successivamente la malattia si è diffusa in numerosi paesi europei. Le prime segnalazioni italiane risalgono al 2009 in Piemonte, nel 2010 in Emilia-Romagna e, nel 2011 nel Lazio. Monilia polystroma è stata rinvenuta solo recentemente, nel 2013, in Emilia Romagna e Sardegna, su frutti di pesco e pero in conservazione. Le quattro specie sono molto simili fra loro, sia dal punto di vista sintomatologico che epidemiologico. M. laxa e M. fructicola infettano prevalentemente le drupacee, provocando avvizzimento dei fiori e dei rametti e marciumi sui frutti. M. fructigena e M. polystroma infettano in via preferenziale i frutti, sia di drupacee che di pomacee.

 

Condizioni predisponenti

M. fructicola può infettare, se persistono idonee condizioni di umidità e temperatura, i fiori, i rami e i frutti causando rispettivamente avvizzimenti fiorali, disseccamenti dei rami e marciumi sui frutti. La malattia è particolarmente grave se sono prodotti alti livelli di inoculo in condizioni di tempo umido o piovoso con temperature diurne miti (20-25 °C) e notti fresche. La formazione di conidi può verificarsi su tutti gli organi infetti e nei paesi dove è presente da tempo può avere anche una forma perfetta o sessuata oltre la riproduzione asessuata. Ciò può favorire la comparsa di ceppi del fungo resistenti ai fungicidi comunemente utilizzati. Attualmente in Emilia Romagna, non è stata osservata la riproduzione sessuata del fungo, escludendo, per il momento, la possibilità che si selezionino ceppi resistenti ai fungicidi. Oltre alle infezioni che avvengono sui frutti prossimi alla maturazione si possono avere infezioni “latenti” che possono avvenire gìà nella fase iniziale di formazione del frutto.

 

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