Dalla microirrigazione alla fertirrigazione del mais

La tecnica sta dando risultati molto positivi. Ma risulta ancora piuttosto costosa. Tour guidato all’Eima il 10 novembre


irrigazione

Il risparmio idrico e l’aumento dell’efficienza d’uso dell’acqua sono obiettivi da perseguire per migliorare la sostenibilità dell’attività agricola. La microirrigazione è stata introdotta negli ultimi anni anche sui seminativi e in particolare sul mais, uno dei cereali irrigui più importanti nell’economia agricola nazionale. Le novità che riguardano la microirrigazione sono basate sulla combinazione dell’irrigazione e fertilizzazione, come già realizzato in altri settori, aumentando così anche l’efficienza del concime, non solo quella dell’acqua.

L’agricoltore adotta la microirrigazione se altre tecniche irrigue non risultano adatte alle esigenze aziendali, ad esempio per la poca acqua a disposizione, il compattamento eccessivo a seguito degli interventi irrigui, il ristagno idrico, la scomodità delle operazioni di irrigazione che non possono essere automatizzate. Sebbene l’impegno globale di manodopera della microirrigazione sia spesso equivalente ad altri metodi irrigui, i momenti di lavoro sono nella stesura e rimozione dell’ala gocciolante, in condizioni operative più agevoli rispetto al colmo dell’estate. L’elevata frequenza e uniformità di distribuzione dell’acqua si traduce in uniformità produttiva sull’appezzamento. Per conseguire ulteriori vantaggi con la microirrigazione vi è la possibilità di passare alla fertirrigazione dei seminativi. Ma tale sviluppo non è ancora sufficientemente diffuso.

Tecnica ancora costosa

Confrontando i costi di differenti tecniche irrigue impiegabili su mais emerge che, se applicabile, l’impiego del pivot è la più economica, nonostante gli elevati costi iniziale. L’irrigatore gigante semovente aumenta i costi di circa 50-70 €/ha/anno, mentre l’ala gocciolante comporta un ulteriore incremento di circa 150 €/ha/anno. Il limitato ammortamento annuale e il ridotto consumo energetico per le basse pressioni di esercizio non compensano infatti il costo derivante dalla necessaria sostituzione annuale dell’ala gocciolante. Queste valutazioni trascurano il costo dell’acqua, che se tariffato in base al consumo, evidenzierebbe i vantaggi delle tecniche innovative che riducono la quantità d’acqua impiegata. Resta però evidente che l’interesse delle aziende agricole è ricercare ulteriori margini di ritorno economico della microirrigazione, anche attraverso la fertirrigazione.

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