Metodo dell’estratto acquoso per gestire la concimazione

Due esempi di applicazioni su colture orticole in serra in provincia di Latina


concimazione

La tradizionale analisi chimica del terreno, effettuata per alcuni nutrienti con deboli estraenti, ha lo scopo di determinare la capacità nutritiva di un terreno e cioè la somma della quantità di nutrienti immediatamente disponibili per l’assorbimento da parte della pianta perché già solubili nella soluzione del terreno (frazione definita come intensità nutritiva) e della quantità che invece si renderà disponibile nel solo nel breve-medio periodo perché adsorbita dai colloidi presenti nel terreno (frazione scambiabile). Tuttavia per le colture in serra, caratterizzate da ritmi di accrescimento elevati, è maggiormente importante conoscere l’intensità nutritiva, la quale è facilmente determinata attraverso un estratto acquoso del terreno fatto con una parte di terreno e 2 parti di acqua in volume.

In Olanda alla fine degli anni ‘90 si è sviluppato un sistema di gestione della concimazione di base e della fertirrigazione per le colture protette, basato proprio sul metodo dell’estratto acquoso 1:2 in volume del terreno. Il sistema consiste nel mantenere nel terreno una concentrazione ottimale dei vari nutrienti attraverso la somministrazione di una concimazione di fondo (o di arricchimento) e, successivamente, di una soluzione nutritiva (per fertirrigazione), la cui composizione è stabilita in base alle esigenze minerali della coltura in esame e ottimizzata sulla base dei risultati di successivi estratti acquosi. Il metodo è valido solo per i macronutrienti con eccezione dell’ammonio e del fosforo, a causa delle loro concentrazioni molto basse presenti nel terreno.

Di seguito riportiamo alcune esperienze sulla applicazione del suddetto metodo per la gestione della fertilizzazione di alcune colture orticole in serra nella provincia di Latina.

 

Esperienza su ravanello

La coltivazione del ravanello presso l’Azienda Agricola San Donato di Sabaudia (Lt).

Il ravanello è una coltura che predilige i terreni sabbiosi, ed è una pianta caratterizzata da un apparato radicale poco profondo (circa 10-15 cm). In serra il ciclo è molto rapido e varia da un minimo di 3 settimane nel periodo estivo ad un massimo di 5-7 settimane nel periodo autunno-invernale. Il ciclo breve, unito al ridotto volume esplorato dalle radici, impone per questa coltura una buona e pronta disponibilità di elementi minerali nel terreno. Eventuali squilibri nutrizionali (carenze, eccessi o rapporti sbilanciati fra i vari elementi nutritivi), anche se prontamente monitorati, non permettono di attuare in tempo eventuali concimazioni di soccorso e compromettono irrimediabilmente la quantità e la qualità del prodotto.

Questi sono i principali motivi che hanno determinato, da oltre 4 anni, l’applicazione della tecnica dell’estratto acquoso del terreno per la gestione della concimazione e della fertirrigazione del ravanello, in parziale sostituzione alla tradizionale tecnica dell’analisi chimica del terreno. Prima dell’inizio di una nuova coltura, si esegue un estratto acquoso del terreno e si confrontano i risultati della concentrazione dei principali nutrienti con i valori ottimali per la coltura in esame o per colture simili (tab. 1). Nel caso la EC dell’estratto acquoso (ECES) supera il valore massimo di EC per la coltura scelta (ECMAX) o il contenuto di cloruri o sodio è superiore a 3-4 mmoli/l è consigliabile effettuare un dilavamento del terreno. Se dall’estratto acquoso si rileva che la concentrazione di uno o più nutrienti sia inferiore ai valori ottimali, si procede alla somministrazione di una quantità di nutriente nel terreno prima della semina della coltura (tab. 3).

Dopo l’emergenza, si procederà alla somministrazione, all’occorrenza, di una soluzione fertirrigua standard specifica (vedi tab. 2), con concentrazione dei nutrienti simile alla concentrazione di assorbimento della coltura.

 

Valeriana e spinacio

La coltivazione della valeriana e dello spinacio presso due soci della Coop Agrieuropa di Terracina (Lt).

La valeriana e lo spinacio sono due ….

 

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