Messa in opera corretta per un impianto efficiente

Macchine appropriate utilizzate con attenzione. Evitare interventi “fai da te”


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Quando si realizza un impianto di drenaggio sotterraneo tubato bisogna prestare la massima attenzione alla posa in opera del tubo. Una corretta esecuzione determina infatti la riuscita o meno dell’intero progetto del drenaggio

Per il drenaggio su terreni piani liberi dalle colture si usano soprattutto specifiche macchine posadreni con ripper (senza trincea aperta).

Sono anche in commercio attrezzi trainati da trattori gommati per la posa dei tubi da drenaggio.

Qualcuno ha pensato bene di farsi in casa queste macchine, talora con risultati disastrosi. Non è sufficiente l’ausilio dei sistemi di controllo a laser per garantire una corretta posa in opera dei dreni. Infatti sono diversi i fattori che entrano in gioco nella buona riuscita del drenaggio e per permettere alla macchina di rispettare (al centimetro, naturalmente) quanto segnala il ricevitore del laser.

“Esplosione” del terreno

Perché il drenaggio funzioni bene è necessario che nella fase di avanzamento il ripper della macchina faccia esplodere il terreno verso l’alto per creare crepacciature triangolari in grado di rendere più permeabile il terreno e di far percolare verso il basso le acque piovane. È estremamente difficile, spostare il terreno in modo orizzontale, per permettere il passaggio del ripper.

L’unico modo per permettere un avanzamento non saltellante del ripper nel terreno è quello di rendere possibile e libero il suo affossamento. Come un aratro posto in modo trasversale il ripper lungo e concavo favorisce lo scompattamento del terreno verso l’alto e dà stabilità e velocità all’intervento.

Nelle posadreni l’asta mobile di sostegno del ricevitore laser è situata in posizione perpendicolare alla punta del ripper e quindi in posizione molto avanzata (2-3 m) rispetto al punto di uscita del tubo per far sì che le correzioni del ripper avvengano con notevole anticipo rispetto all’effettivo punto di posa. Permette inoltre che si formi una sorta di cunicolo continuo e non scalinato quale base di appoggio per il tubo

L’esigenza, per le posadreni, di avere una cingolatura lunga e particolarmente larga è legata a diversi aspetti. Innanzitutto per ridurre il calpestamento limitandolo a 250-300 g/cm2. La cingolatura lunga permette, inoltre, di ottimizzare il traino.

 

La correzione laser

Le diverse granulometrie dei terreni a le diverse portanze degli stessi rendono molto diverse le modalità di posa.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 26/2015 L’Edicola di Terra e Vita


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