Maschio Gaspardo sotto attacco hacker

Disattivati per precauzione alcuni sistemi informativi e bloccata la produzione che riprenderà il 3 luglio. Chiesta la cassa integrazione per la momentanea sospensione dal lavoro di 650 dipendenti


Cyber attacco

Da martedì i sistemi operativi di Maschio Gaspardo sono bloccati e tre stabilimenti sono stati chiusi mentre 650 persone fra tecnici e operai sono stati rimandati a casa. L’impresa ha spiegato che sono stati disattivati precauzionalmente alcuni sistemi informativi, sospendendo la normale attività produttiva per valutare la situazione e ripristinare nel più breve tempo possibile tutte le funzionalità. Sono comunque rimasti operativi tutti i servizi commerciali, come quelli di assistenza e ricambi. Maschio Gaspardo ha annunciato la richiesta di cassa integrazione ordinaria per i 650 addetti degli stabilimenti di Campodarsego, Cadoneghe e Morsano al Tagliamento in modo da non costringere il personale ad attingere al monte ferie e gestire per gestire l’emergenza.

Le tre fabbriche dovrebbero riaprire regolarmente lunedì 3 luglio. Nel frattempo i responsabili ripristineranno i sistemi operativi andati in tilt. La chiusura degli stabilimenti è servito anche a evitare il “contagio” nelle altre sedi produttive e nelle filiali commerciali che Maschio-Gaspardo ha in Italia, Spagna, Francia, Germania, Romania, Russia, Polonia, Turchia Cina, India, Usa e Ucraina (il paese da quale è stato sferrato l’attacco hacker globale che da martedì ha messo in ginocchio multinazionali, ospedali, sistemi di trasporto in varie parti del mondo). Secondo gli esperti di antivirus di Kaspersky Lab, si tratta un ransomware (un malware che limita l’accesso al sistema operativo e richiede un riscatto per sbloccare i contenuti). Mai visto prima, è stato ribattezzato ExPetr.

Secondo i ricercatori del produttore di software per la sicurezza digitale Eset, l’Italia è il secondo Paese, dopo l’Ucraina, più colpito dal virus dei cyber-criminali di. In Ucraina sono state registrate il 78% delle aggressioni, in Italia il 10%. Tuttavia, pochissime delle aziende prese di mira hanno deciso di rendere pubblico l’attacco. L’impresa di Campodarsego fa eccezione perché ha deciso di spiegare apertamente a clienti, dipendenti e fornitori cosa sta affrontando in queste ore.


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