Martina: «Elimineremo 1 milione di t di spreco»

Il Ministro ha annunciato una campagna di comunicazione e un bando pubblico sulle buone pratiche per evitare gli sprechi alimentari a iniziare da quelli domestici


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«Stiamo recuperando sempre più cibo. La legge ha sbloccato le donazioni, rendendole più semplici. C’è ancora molto lavoro da fare ma l’obiettivo di eliminare un milione di tonnellate di spreco all’anno è alla portata». Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina in occasione della sua partecipazione a Tuttofood, intervenendo sui temi dello spreco e della povertà alimentare.

«Stiamo lavorando a una grande campagna di comunicazione sui consumatori – ha detto Martina – perché oltre il 50% dello spreco avviene proprio nelle nostre case. Dobbiamo partire da lì, dall’educazione anche dei più giovani. Vogliamo sostenere anche la diffusione di buone pratiche incentivandole con un bando pubblico aperto e raccogliendo sul sito del Ministero le esperienze più interessanti e innovative che ci sono in Italia. Siamo all’avanguardia su questo fronte e vogliamo valorizzare questo dato»

Martina ha detto che il Ministero vuol guidare la lotta agli sprechi. «Lo abbiamo dimostrato – ha detto – con questa legge contro gli sprechi, figlia dell’esperienza di Expo e dei valori della Carta di Milano. L’obiettivo Onu di azzerare la fame entro il 2030 ci vede al lavoro ogni giorno».

Si tratta di una sfida che impegna tutti, secondo il Ministro, che vede industria e distribuzione in prima linea col Ministero nel migliorare il recupero delle eccedenze e destinarle al sostegno dei più bisognosi. «Il tavolo contro lo spreco voluto dal Ministero – ha detto Martina – rappresenta un modello unico in Europa, che ha riunito operativamente tutti i soggetti impegnati in questo campo».

«Ma c’è ancora tanto da fare – ha concluso Martina -. In Europa si sono mossi alcuni passi, ma  non ancora sufficienti. Nelle ultime riunioni abbiamo offerto proprio l’esperienza del nostro Tavolo come modello ed è stata presa a riferimento. Ma si può e si deve fare di più».


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