I risultati delle prove effettuate dal Cra di Bergamo nel 2010 –

Nell’ambito de

MAIS: Input tecnici, classi precoci e ibridi da trinciato

TV_11_6_mais.jpg

Nell’ambito della rete nazionale di sperimentazione agronomica varietale sugli ibridi di mais coordinata dal Cra di Bergamo alcune località sono state scelte per effettuare delle prove specifiche atte a valutare l’adattamento o le reazioni degli ibridi di classe Fao 500, 600 e 700 a fattori agronomici chiave quali l’investimento, la concimazione e l’irrigazione.

 

INVESTIMENTO, CONCIMAZIONE E STRESS IRRIGUO
Gli investimenti a confronto sono stati tra 6,5 e 7,5 piante/mq, le concimazioni azotate sono state differenziate tra 170 q/ha pari alla quantità di azoto asportato dalla granella e circa 300 kg/ha pari alla quantità assorbita dalla stessa pianta. Per quanto riguarda il fabbisogno idrico sono stati predisposti due ambienti: il primo con una completa copertura dell’evapotraspirazione, il secondo con vari gradi di stress idrico provocati o distribuendo a parità di turno una quantità di acqua inferiore al fabbisogno, oppure allungando il turno di irrigazione.

 

DA 6,5 A 7,5 PIANTE AL MQ
Nella tabella 1 viene indicata la risposta produttiva degli ibridi al basso e all’alto investimento e si nota che passando dall’uno all’altro, i materiali di classe Fao 500 producono rispettivamente 134,7 e 138,6 q/ha, i materiali di classe Fao 600 136,8 e 138,9 q/ha e i materiali di classe Fao 700 133,6 e 137,2 q/ha. Gli ibridi che rispondono in maniera più marcata all’investimento sono Siv 6101, Hillary, Consuelo MAS 59P e LG30681.

 

DUE LIVELLI DI CONCIMAZIONE AZOTATA
Nella tabella 2 si riportano i risultati relativi a due livelli di concimazione azotata 170 e 300 unità di azoto ad ettaro e la risposta media degli ibridi delle tre classi di maturazione va da 130 a 137 q/ha. Nell’ambiente a basso azoto i primi cinque ibridi più produttivi sono DKC 6815, PR33A46, P1921, P1547 e Aaccel mentre nell’ambiente ad alto azoto ai primi cinque posti troviamo Kalipso, P1921,Korimbos, DKC6815 e PR33A46.

 

SOTTO STRESS E CON IRRIGAZIONE
Nella tabella 3 viene riportata la risposta produttiva nell’ambiente sottoposto a stress idrico e in quello irrigato normalmente. La produzione media di tutti gli ibridi è passata da 136 q/ha sotto stress a 148,7 q/ha nella situazione irrigua a dimostrazione che ancora una volta è proprio l’acqua il più importante fattore di produzione. Gli ibridi che hanno manifestato il miglior adattamento alle situazioni di stress idrico sono Aaccel, DKC 6677, Anadon, DKC 6815, Kopia, P1114, MAS 58M, PR32F73. La figura 1 riassume la risposta media degli ibridi ai tre fattori agronomici ponendo uguale a 100 la media delle tre situazioni.

 

I RISULTATI PRODUTTIVI
Si evince che con l’aumento di 1 pianta/mq aumenta del 2% la coltura la maggiore resa si situa sul 5%. Lo stress idrico comporta mediamente una minore risposta produttiva pari all’8%. Queste risposte sono inferiori a quelle registrate nel 2009 a dimostrazione che l’andamento stagionale piovo del 2010 ha evitato le situazioni di forte stress anche negli ambienti a basso input dei fattori della produzione.

 

BUONE RESE PER I PRECOCI DI CLASSE 300 E 400
La sperimentazione coordinata dal CRA di Bergamo riguarda anche le classi precoci Fao 300 e 400 coinvolgendo 25 ibridi che sono stati seminati in 8 località, 7 al Nord e 1 al Centro Italia con semine effettuate nella prima quindicina di aprile. L’investimento finale programmato è stato pari a 8,5 piante/mq per la classe Fao 300 e 8 piante/mq per la Classe Fao 400. La tabella 4 riporta i risultati produttivi, l’umidità alla raccolta e la percentuale di piante spezzate. Gli ibridi di classe Fao 300 hanno prodotto mediamente 108,3 q/ha di granella al 17% di umidità con punte oltre i 118 q/ha e quelli di classe Fao 400 hanno ottenuto una media di 115,2 q/ha al 18,1% di umidità con punte di 118 q/ha.

 

TRINCIATO 2010, BASSE RESE MA ALTA QUALITÀ
Le prove sugli ibridi da trinciato sono state condotte in cinque ambienti di pianura irrigua con semina ad aprile e ha coinvolto 19 ibridi di cui 10 di classe Fao 700 e 3 di classe Fao 600. Le produzioni e i caratteri qualitativi sono riassunti nella tabella 5 e il commento generale che se ne ricava è che il 2010 rispetto al 2009 ha fato registrare produzioni medie più basse di trinciato integrale ma la qualità del prodotto è stata molto superiore. La produzione 2010 è stata inferiore del 9% rispetto al 2009 , del 18% rispetto al 2008 e del 20% rispetto al 2007 e le unità foraggere per ettaro sono risultate inferiori del 4% rispetto al 2009, del 14% rispetto al 2008 e del 12% rispetto al 2007. Dati opposti li troviamo invece quando andiamo a confrontare alcuni importanti parametri qualitativi. La percentuale di foraggio digeribile (DSO) vede il prodotto 2010 a +11% rispetto ai tre anni precedenti e i valori di ADL cioè di lignina non digeribile vede il trinciato 2010 a valori inferiori del 60% rispetto ai tre anni di riferimento (2007, 2008 e 2009). Evidentemente l’andamento climatico fresco e piovoso ha influito sulla minore lignificazione della lignina permettendo di mettere nel silo un prodotto di alto valore energetico e ottimo sotto il profilo della digeribilità da parte dell’animale.


Pubblica un commento