Macfrut, la fiera punta all’estero

A Rimini dal 23 al 25 settembre saranno presenti più Paesi stranieri, sette new entry


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Renzo Piraccini presidente di Cesena Fiere

Tutto pronto per Macfrut 2015, 32a edizione già ribattezzata 3.2 per tutta una serie di novità che la caratterizzano. Prima di tutto la sede: non più Cesena ma Rimini, in quello che è considerato fra i più belli, moderni, meglio attrezzati padiglioni fieristici d’Europa. Altra novità sta nella presidenza: a guidare Cesena Fiera vi è Renzo Piraccini, già manager di una delle maggiori cooperative d’Italia e grande esperto del settore ortofrutticolo. La fiera si terrà dal 23 al 25 settembre e avrà un’anticipazione, il 22 a Cesena, con un appuntamento di approfondimento che sta diventando tradizionale, il Forum.

A Piraccini abbiamo posto alcune domande in vista della kermesse.

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Quali sono le aspettative per il Macfrut 2015?

Siamo “carichi”, per usare un linguaggio giovanile, siamo pronti e fiduciosi perché sappiamo di aver lavorato molto e duramente. Non era scontato non solo confermare i numeri del precedente Macfrut, ma addirittura aumentarli in maniera netta. La nuova sede ha convinto molti scettici e, soprattutto, molte aziende che da anni non frequentavano più la nostra fiera per gli evidenti limiti strutturali.

E i numeri di questo Macfrut 3.2?

Prima di tutto abbiamo aumentato la superficie espositiva passando da 20mila mq a oltre 33mila. Gli espositori sono aumentati toccando quota 1.000. A fronte di queste cifre, che sono inconfutabili, faccio una previsione: a fine rassegna i visitatori saranno fra 30 e 40mila, contro i 25mila dello scorso anno. Questo perché si respira molto ottimismo, c’è voglia di rilanciare il settore e, soprattutto, una gran voglia di aprire i propri orizzonti.

Come?

Abbiamo puntato all’estero. Macfrut non si è fermato neppure un istante. Abbiamo viaggiato in tutti i continenti per allacciare rapporti e portare buyer in fiera a Rimini. E poi, grazie all’accordo con Unicredit, abbiamo setacciato i mercati dell’Est seminando bene. E dal 23 al 25 settembre raccoglieremo i frutti.

 

Dall’Est Europa al Sudamerica: quali?

Ad esempio la Polonia sarà presente con 12 imprese nello stand ufficiale. Ma non ci siamo fermati all’Est Europa. Sette nazioni saranno presenti per la prima volta. Ne cito qualcuna: Messico, Nigeria, Kenya, Sudan, Bosnia, e poi le più consolidate Cina, Equador, Repubblica Dominicana. Quest’ultima sarà il Paese d’onore, nel senso che parteciperà anche il suo ministro all’Agricoltura che taglierà il nastro insieme al ministro italiano Maurizio Martina. Questo Paese ha uno stand da 160 mq e la delegazione è composta da 40 persone fra cui molti imprenditori che cercano tecnologie per migliorare le proprie filiere di frutta tropicale.

 

Altre nazioni interessanti per le imprese italiane?

Credo che una sorpresa sarà l’Iran. Ci sarà il viceministro in quanto pare che fra pochi mesi saranno revocate le sanzioni. Hanno tutte le potenzialità per rilanciare la propria economia partendo dall’agricoltura. Hanno necessità di tecnologia così come di genetica. Ma possono importare anche frutta, meglio se a lunga conservazione. Ad esempio mele e pere, così come l’Egitto sta rappresentando una buona valvola di sfogo per i nostri esportatori di mele.

Ma questi agognati buyer stranieri alla fine ci saranno?

Sì, e lo garantisco. Anche grazie all’ottimo lavoro dell’Ice, l’Istituto per il commercio con l’estero, abbiamo già 400 buyer provenienti da tutto il mondo. Abbiamo messo a punto una piattaforma informatica grazie alla quale l’azienda, e il buyer stesso, accede in un’area riservata. Qui mette a disposizione la propria scheda e legge quella del potenziale cliente. Tramite un’agenda elettronica si può fissare un appuntamento in fiera in modo mirato, veloce e preciso.

La risposta dei mercati all’ingrosso?

La distribuzione di ortofrutta, a livello nazionale, passa in gran parte da queste strutture che devono essere giustamente valorizzate. E non a caso saranno presenti in fiera con uno stand alcuni fra i maggiori mercati all’ingrosso d’Italia: Bologna, Roma, Rimini, Padova, Cesena. Dall’efficienza di queste strutture deriva la qualità dei prodotti che giungono sulle tavolo dei consumatori. E, se la frutta è buona, l’atto dell’acquisto viene ripetuto.

 

Ha accennato al Forum: di che si tratta?

Il 22 settembre presso la rinnovata sala congressi di Cesena Fiera a Pievesestina, dalle 10 alle 18, si terrà il Forum internazionale della filiera ortofrutta, organizzato da Macfrut in collaborazione con Agroter e Cso, l’iscrizione on line è obbligatoria su www.macfrut.it. Un appuntamento unico a livello europeo che metterà in luce le valenze innovative dell’intera filiera ortofrutta dalla produzione, alle tecnologie, al packaging, alla logistica, alla distribuzione, per ricavarne importanti indicazioni finalizzate alla crescita e alla razionalizzazione del settore.

 

Non sarete soli.

No, siamo abbinati a Floratrade. Noi occupiamo sei padiglioni e Floratrade due. Si tratta di un evento internazionale per il rilancio del settore florovivaistico.

 

Qualcuno ha contestato un distacco dal territorio d’origine, cioè Cesena…

Premesso che se una fiera vuole definirsi internazionale, cioè aperta al mondo, non può lucrare sui 25 chilometri che separano Cesena e Rimini, rassicuro i pochi ancora scettici che tutta l’organizzazione è rimasta in mano nostra e ci siamo serviti delle solite aziende. Le visite in campo e in azienda sono state organizzate, come gli altri anni, nel territorio. I visitatori, molti per abitudine, hanno confermato i pernottamenti anche in strutture di Cesena, sia alberghiere sia di altre tipologie. Ma se consideriamo che i conti del Macfrut traggono giovamento da questa nuova sede, dobbiamo esserne soddisfatti perché abbiamo le risorse per migliorare l’attuale struttura fieristica cesenate. E i lavori, come quelli della sala congressi, sono già terminati: la nuova sala “Europa” ora è il miglior spazio convegnistico della città. Il nostro progetto per il rilancio della fiera è biennale e va di pari passo con la crescita del Macfrut.

 

Perché avete stretto un’alleanza con la Spagna che tutti giudicano un nemico?

Scherzando, potrei rispondere che un nemico è meglio averlo come amico, specie se agguerrito. Ma al di là delle battute, credo che l’accordo strategico fra Cesena Fiera e la Fiera di Madrid sarà una grande opportunità soprattutto per le nostre imprese. Abbiamo dato vita a Mac Fruit Attraction, un nuovo marchio mondiale che mette insieme i due principali Paesi produttori ed esportatori nel settore ortofrutticolo, con l’obiettivo di sviluppare eventi professionali di settore in mercati strategici. La prima edizione della fiera di Mac Fruit Attraction si terrà al Cairo dal 4 al 7 maggio 2016, come parte del Food Africa a seguito di un accordo raggiunto con IFP Group, il più grande operatore fieristico nel Vicino Oriente e che quindi interesserà sia il Medio Oriente che il Nord Africa. Non bisogna stare al passo coi tempi: al giorno d’oggi è meglio precederli.

 

Per attirare l’attenzione dei media generalisti pensate a qualcosa di speciale?

Prima di tutto un’iniziativa suggestiva si svolgerà mercoledì 23 settembre al Grand Hotel di Rimini, cornice ideale della serata felliniana, evento dedicato agli ospiti internazionali. Il fascino di Fellini e della Dolce Vita è innegabile nel mondo. Vogliamo farne il nostro biglietto da visita per le centinaia di buyer internazionali ospitati, in una esclusiva serata dedicata alle eccellenze del nostro Paese. Poi riproponiamo il format Fruit & Veg Fantasy Show. Cesena Fiera ha stretto un accordo con Il Gambero Rosso che animerà questo spazio con star televisive del calibro di Giorgione e Hiro che realizzeranno show cooking dedicati a frutta e verdura a cui si aggiungeranno momenti educational per presentare contenuti e modalità di preparazioni ideali per l’ortofrutta.

 

Macfrut ha un segreto?

Un segreto che è l’uovo di Colombo: il gioco di squadra. Qua a Cesena non c’è “un uomo solo al comando”. La fiera ha una storia trentennale alle spalle e non c’era nulla da inventare. Io ho solo portato il mio contributo di idee, tracciando qualche strada nuova. Ma la squadra è costituita da dipendenti con età media molto bassa e, per contro, una già consolidata esperienza. In più la struttura è molto snella. Sì, questa credo che sia la ricetta vincente.


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