Macchine per il verde, il mercato tiene

Nel 2016 sono state vendute in Italia 1 milione e 228 mila macchine per il verde. Rispetto al 2008, anno della crisi, mancano all’appello ancora più di 200 mila pezzi. Ma la forbice continua ad assottigliarsi


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Non siamo ancora completamente guariti dal colpo inferto dalla crisi del 2008, ma i segnali di recupero iniziano ad essere sempre più convincenti. Per le macchine per il verde il 2016 si è chiuso con una sostanziale tenuta delle vendite (0,5%), che arriva dopo due stagioni consecutive positive (2014: +7,6%; 2015: +1%). E le stime per l’anno in corso, con un +2% nel primo trimestre 2017, appaiono piuttosto incoraggianti. Questi i principali dati economici forniti a Milano da Comagarden, l’associazione italiana dei costruttori di macchine e attrezzature per il giardinaggio e la cura del verde, aderente a FederUnacoma (Confindustria).

Nel complesso lo scorso anno sono state vendute in Italia 1 milione e 228 mila unità. Rispetto al 2008 mancano all’appello ancora più di 200 mila pezzi, ma la forbice continua ad assottigliarsi, nonostante un andamento climatico non sempre favorevole, che nel 2016 ha fortemente penalizzato la domanda per macchinari da manutenzione e per le attrezzature per la neve.

«L’Italia – ha spiegato il presidente di Comagarden, Franco Novello – non ha beneficiato di una ripresa economica “nitida” negli ultimi anni, come altri Paesi europei. Il nostro è un settore sostanzialmente maturo, che risente molto dell’andamento dell’economia. Nonostante ciò iniziano ad emergere, sia qui che in Europa, due nuovi trend che probabilmente modificheranno sostanzialmente il mercato nei prossimi anni».

Si tratta dei rasaerba robot e delle macchine a batteria, due comparti ancora di nicchia (incidono nel complesso tra l’1 e il 2% del totale) ma con ampie potenzialità. Nel 2016 in Italia si è registrata una impennata delle vendite del 47% per le macchine a batteria e una crescita del 10% per i robot da giardino. Numeri importanti anche a livello europeo (dati elaborati dall’associazione dei costruttori europei Egmf), con un +31% per i mezzi a batteria.

Nel complesso il mercato Ue è cresciuto lo scorso anno del 2% (17 milioni di pezzi), con performance particolarmente incoraggianti per la Germania (+6%), primo player continentale, e il Regno Unito (+3%). Molto “tonico” anche il mercato statunitense, mentre iniziano ad affacciarsi nuovi clienti, dalle nazioni arabe all’Est Europa, che nei prossimi decenni potrebbero modificare la geografia del settore.

«Come produttori – ha concluso Novello – dobbiamo farci promotori di innovazione, essere capaci di leggere con anticipo i nuovi trend – praticità e facilità d’uso del mezzo, contenuto innovativo e polivalenza dei mezzi – che possono incidere sulle decisioni di acquisto e aprire nuovi spazi di mercato».

 

Vendite Italia (%)  
2014 2015 2016 2017 (stime

I trimestre)

 
+7,6 +1 -0,5 +2  

 


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