L’irrigazione a goccia nella coltivazione del riso

IRRIGAZIONE –  Convegno al Parco Tecnologico di Lodi in collaborazione con Netafim


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L’irrigazione a goccia del riso, sviluppata per la prima volta in Israele è una frontiera dell’applicazione di tecnologie consolidate al servizio del riso, una delle colture alimentari più importanti al mondo. Nonostante i suoi vantaggi in termini produttivi e ambientali, questa tecnologia è ancora scarsamente applicata. Questo il tema di un convegno che si è tenuto al Parco di Lodi (Ptp), appuntamento clou del progetto Demo Field Agriculture of Tomorrow coordinato dal Ptp in partnership con 18 aziende private.

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La goccia rappresenta una soluzione sostenibile.

Il riso è è l’alimento di base per molte popolazioni del mondo e la crescita sostenibile delle sue produzioni è un pilastro della sicurezza alimentare nei prossimi decenni. Nei Paesi dove viene prodotto, il riso consuma tre quarti di tutta l’acqua utilizzata in agricoltura, ed è responsabile del 10% delle emissioni di metano e anidride carbonica in atmosfera dovute all’azione dell’uomo. Considerando le proiezioni di crescita della popolazione e la diminuzione dell’acqua dolce in conseguenza dei cambiamenti climatici, la possibilità di produrre riso senza sommersione rappresenta una delle sfide principali dell’agricoltura del domani.

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Parcella di riso irrigate a goccia.

Bas Bouman, direttore della Global Rice Science Partnership coordinata dall’International Rice Research Institute, ha dichiarato: «Oggi la più importante sfida per la filiera riso è aumentare la water productivity, cioè la quantità di riso prodotta per unità di acqua utilizzata. Qui si concentrano molte attività di ricerca e sviluppo a livello mondiale».

Al convegno di Lodi è intervenuto anche Roberto Magnaghi, direttore generale dell’Ente nazionale risi. «Le politiche comunitarie – ha detto Magnaghi – hanno considerato la risicoltura amica dell’ambiente. Dobbiamo lavorare con determinazione per migliorare quello che abbiamo fatto negli anni fissando obiettivi per il futuro non perdendo di vista l’obiettivo di voler consegnare al cittadino dell’Unione Europea un territorio pulito ed un prodotto salubre».

Nel sito dimostrativo a pochi metri dal Ptp è stata allestita una parcella di riso di 1.000 m2 irrigato a goccia. Un terzo di questa superficie è costituito da un pendio artificiale, per mostrare le potenzialità dell’irrigazione su riso in aree marginali dove è impossibile praticare la coltivazione tradizionale in sommersione. Netafim, ha fornito la tecnologia che ha reso possibile l’esperimento in corso al Demo Field di Lodi.

«L’esperienza del Demo Field – ha sottolineato Eli Vered, Agricultural R&D energy & field crop manager di Netafim – dimostra che abbiamo una possibile soluzione per l’agricoltura del futuro su piccola scala: coltivare in tutti i tipi di terreno e di topografia e irrigare usando sistemi di pompaggio alimentati da energia rinnovabile. In particolare, la tecnologia di irrigazione a goccia elaborata da Netafim non solo è decisiva per estendere la risicoltura a terreni dove non si può irrigare per sommersione, ma ci aspettiamo possa rappresentare in futuro la prima scelta per coltivare il riso in maniera efficiente e sostenibile».

Oltre a un risparmio idrico del 45-50% rispetto alla sommersione tradizionale, la tecnica della goccia permetterebbe infatti di risparmiare fino al 30% dei fertilizzanti normalmente utilizzati e incremento delle rese del 20-40%. «Il futuro del riso è a goccia, per le molteplici implicazioni positive di tipo agronomico, produttivo ed economico. Si tratta di un’innovativa tecnica irrigua – ha sottolineato Alberto Puggioni, responsabile Agromarketing di Netafim Italia –. In particolare, sono davvero notevoli le implicazioni ambientali connesse alla riduzione delle emissioni di gas ad effretto serra: si potrà coltivare riso fuori dal sistema risaia, inserirlo in rotazioni colturali da reddito, produrlo su suoli marginali o addirittura in pendenza con il supporto del sistema Netafim e delle competenze sviluppate in 10 anni di studi nel mondo risicolo».

Per informazioni:
NETAFIM ITALIA
www.netafim.it


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