Legambiente al fianco degli agricoltori per un’economia più verde

La presidente nazionale Rossella Muroni parla del progetto Laiq (Legambiente per una agricoltura di qualità), la campagna d’informazione che da diversi anni promuove buone pratiche per un’agricoltura sempre più sostenibile


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L’agricoltura è l’attività principale che regola lo scambio tra uomo e ambiente, a partire dalla produzione di cibo. Nei millenni ha plasmato la cultura e le tradizioni delle comunità locali italiane, ne ha scandito i ritmi di lavoro e i giorni di festa, ha disegnato i territori e il paesaggio.

Nell’ultimo secolo il ricorso alla chimica di sintesi, alla selezione genetica, agli allevamenti industriali senza terra e alla meccanizzazione agricola spinta ha indubbiamente favorito un balzo della produttività delle colture e una trasformazione radicale dei meccanismi della distribuzione e dei consumi alimentari. Ha oggettivamente consentito, almeno in Occidente, di eliminare lo spettro secolare della fame dalle campagne, ma ha senza dubbio provocato anche un impoverimento degli ecosistemi.

 

Ma se questo è il passato e larga parte del presente, noi crediamo che proprio l’agricoltura oggi possa essere il più importante alleato per le attuali sfide ambientali e per lo sviluppo dell’economia verde.

Una nuova agricoltura rispetto al modello che ha dominato nel Novecento: un’agricoltura già all’opera, praticata da molti produttori italiani ed europei, attenti ai processi naturali e alla complessità e specificità locale degli ecosistemi e capaci di innovare, sperimentando nuove tecnologie, anche attingendo agli antichi saperi della cultura rurale.

 

È a fianco di questa agricoltura che Legambiente vuole schierarsi con il progetto Laiq (Legambiente per una agricoltura di qualità): una campagna d’informazione che da diversi anni promuove buone pratiche agroalimentari per frenare l’introduzione nella catena alimentare di ogm, l’uso indiscriminato della chimica di sintesi nelle produzioni, l’uso di farine animali nei mangimi, il maltrattamento degli animali.

Per rendere concrete queste azioni Legambiente ha predisposto un protocollo di buone pratiche, articolato in specifiche indicazioni per ogni passaggio della filiera di produzione zootecnica e agricola, che propone alle aziende produttrici e distributrici di alimenti in ltalia.

 

Un modo per accompagnare in maniera responsabile e solidale il mondo agricolo verso la sostenibilità riconoscendone il valore tradizionale ma soprattutto la strategicità per un futuro sostenibile.

È questa l’agricoltura che può destare impegno professionale e passione nei giovani, riportandoli a questo antico ma moderno mestiere.

La nuova agricoltura richiede professionalità e cultura adeguata all’altezza delle sfide: qualità che si possono sviluppare solo là dove c’è rispetto delle regole, dei diritti del lavoro, capacità di accogliere la presenza sul nostro territorio di lavoratori stranieri come un’opportunità di civiltà e di crescita, rigettando qualunque infiltrazione dell’illegalità e delle forme di sfruttamento.

 

La nuova agricoltura è per sua natura ‘multifunzionale’, in quanto offre molteplici servizi ai cittadini: garantisce cibo buono e salute, tutela delle risorse naturali e della varietà genetica, dei saperi e dei sapori che rendono unico e irripetibile ogni territorio italiano, ospitalità, bellezza del paesaggio. Tutti questi servizi, che vanno ben oltre il prezzo del prodotto venduto, non hanno avuto adeguato riconoscimento.

C’è un grave ritardo della politica europea, eppure è questa innanzitutto l’agricoltura per cui vale la pena che si spenda metà del bilancio dell’Unione europea. Perché è questa l’agricoltura che garantisce il benessere dei cittadini italiani ed europei e crea le premesse per nuovi rapporti internazionali, a cominciare dai Paesi del sud del Mediterraneo.

 

di Rossella Muroni

Presidente nazionale di Legambiente

presidente@legambiente.it


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