Lavorare in campagna con smartphone o tablet

Qualche suggerimento per orientare la scelta verso il modello che fa al caso nostro


smartphone

Smartphone e tablet sono oggetti che nel mondo agricolo non hanno ancora conquistato un loro spazio fisso, ma si fanno notare frequentemente dentro l’abitacolo delle macchine operatrici o nelle tasche di agricoltori e contoterzisti. Sono spesso oggetti di generose dimensioni, a volte con schermi di oltre 5 pollici. E chi non ricorda il telefonino ultratecnologico di solo sei o sette anni fa, che invece era bello proprio perché super-tascabile.

Il cambiamento occorso nel frattempo riflette l’evoluzione delle esigenze degli utenti. Una volta l’apparecchio serviva principalmente per telefonare, al massimo mandare messaggi sms. Oggi, oltre a questo, può servire per collegarsi a internet, gestire la posta elettronica, navigare nel web, inviare e scaricare dati, georeferenziare (localizzare su una mappa) oggetti, con interfacce grafiche simili a quelle dei computer.

Bisognerebbe però sempre porsi la domanda: «Mi servono davvero internet, le mappe ecc. ecc.?». Se la risposta è si è certa l’utilità di uno smartphone oppure di un tablet o un phablet che sarebbe l’ibrido (per quanto riguarda le dimensioni) fra i due, accettando costi non proprio lievi, principalmente dovuti proprio al touchscreen di grandi dimensioni. Se invece la risposta fosse no, allora tutta questa elettronica non è necessaria. Un telefonino da cento euro (ma anche meno) può essere un ottimo strumento di lavoro, comodo da utilizzare, molto resistente e la carica della sua batteria durerà per più giorni.

 

Un confronto diretto

Come sceglierete fra smartphone e tablet? Il punto critico di questi device è il display; bisogna poi considerare il peso, l’indossabilità, la facilità d’uso nelle specifiche condizioni di lavoro. Non sarà certamente una perdita di tempo andare in un negozio e prenderli in mano prima di deciderne l’acquisto. Uno smartphone con schermo di 5,5-6,1 pollici può stare ancora dentro una tasca. Un tablet avrà una dimensione di 7-10 pollici e dovrà essere gestito come un piccolo computer portatile.

Se l’ingombro non è un problema, quest’ultimo è da preferire, soprattutto se conta di leggere documenti complessi utilizzando i classici formati dell’office automation o utilizzare spesso mappe geografiche e navigatori. Per il web e per utilizzare le risorse della rete è assolutamente da preferire un tablet, poiché per queste applicazioni è decisamente superiore a uno smartphone.

Lo schermo di alcuni computer portatili (si chiamano convertibili 2-in-1 e montano sistemi operativi Windows e Android), si può scollegare dalla tastiera, trasformandosi così in tablet. (Bisogna però considerare che normalmente questo non avrà l’obiettivo della webcam nel lato opposto allo schermo, costringendo, per scattare foto, a delle specie di selfie).

Nel mondo Apple non ci sono ancora convertibili (anche se molto probabilmente arriveranno presto), ma gli iPad possono essere dotati di tastiere wireless con un assetto simile a quello del Surface3 Notebook di Microsoft.

Se invece l’uso prevalente che si fa di questi apparati è telefonare e consultare la posta elettronica, la scelta converge decisamente su uno smartphone per versatilità e maneggevolezza.

È vero che ci sono diversi tablet in grado di sostituire il telefono; in questo caso però la sim card dovrà essere abilitata per consentire quest’uso, oltre al traffico dati. Si può comunque sempre rimediare installando varie applicazioni software (una è Skype) che utilizzano collegamenti 3G/4G o Wi-Fi e il servizio Voip (Voice over IP). Ma questi apparati sul piano ergonomico risultano effettivamente un po’ carenti. Se ci preme innanzi tutto parlare confortevolmente è sempre da preferire uno smartphone, magari dalle dimensioni un po’ generose che permette anche una discreta consultazione del web.

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