Latte, l’ultima multa

L’Italia dovrà sborsare 30 milioni di euro per il 2014-2015


latte

La Commissione europea ha comunicato il dato definitivo della produzione lattiera per la campagna 2014/2015 e, come già si sapeva in anticipo, viene confermato che l’Italia deve pagare 30,535 milioni di € di multa all’Ue per il superamento del quantitativo di produzione delle sue quote latte nel periodo 2014/2015.

Dopo cinque campagne nelle quali l’Italia si era mantenuta nei limiti delle quote assegnate, si torna a pagare per il mancato rispetto delle quote.Il trentennale regime delle quote latte, nato nel 1984 e cancellato nel 2015, non poteva concludersi meglio per le casse comunitarie con l’applicazione di una multa complessiva di 818 milioni di euro a carico di dodici Stati membri che hanno superato le quote nazionali assegnate.

Nel corso della campagna 2014/2015 si è era già avuto più di un segnale che gli andamenti mensili delle consegne avrebbero portato molti stati a pagare una multa e il dato finale conferma che i segnali non erano errati. Gli allevatori europei hanno infatti anticipato la liberalizzazione che sarebbe intervenuta dal 1° maggio 2015, lasciando aperto “il rubinetto” delle vacche da loro allevate, senza porre più attenzione ai limiti produttivi imposti dalle quote. D’altra parte i dodici Stati membri che hanno superato le quote, sono proprio quelli tradizionalmente produttori di latte per cui lo splafonamento complessivo è stato consistente e cioè di circa il 2,7% di latte in più prodotto, rispetto alla campagna precedente corrispondente a 2,9 milioni di tonnellate di produzione lattiera in più rispetto alle quote. In particolare gli Stati membri multati sono Belgio, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Spagna, Italia, Cipro, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria e Polonia.

Gli altri 16 Stati membri sono stati più virtuosi avendo prodotto meno delle quote assegnate per cui la produzione complessiva dell’Ue è stata inferiore alle quote complessivamente assegnate e cioè 148 milioni di t di latte prodotto e consegnato a fronte di 151 milioni di t di quote a disposizione dei singoli Stati membri. Le quote assegnate ai singoli Stati membri comprendono, poi, un quantitativo di latte consegnato dagli allevatori ai primi acquirenti e un altro riferito alle vendite dirette effettuate dagli stessi allevatori. Belgio e Paesi Bassi hanno superato la loro quota di vendite dirette rispettivamente da 529 t pari all’1,6% in più rispetto alla campagna precedente, e 1.990 t pari al 2,6% in più rispetto alla campagna 2013/2014 dovranno pagare un prelievo supplementare di rispettivamente di 147.000 € ed 554.000€.

La Commissione proprio perché aveva ormai la certezza dello splafonamento produttivo aveva emanato un regolamento per consentire agli allevatori di pagare le multe dell’ultima campagna, 2014/2015, in tre rate annuali senza interessi fermo restando che l’importo complessivo delle multe dovrà essere versato in un’unica soluzione a seguito della presentazione dei conteggi di fine campagna. Gran parte dall’incasso di queste multe andrà al pacchetto di aiuti destinato allo stesso settore lattiero-caseario, oggi in grave difficoltà, proprio a causa della fine del regime delle quote.

A pagare la multa più salata sarà la Germania, con più di 309 milioni seguita dalla Polonia con 161,5 milioni e dall’Olanda con 135,2 milioni. Nella top 5 delle maglie nere anche l’Irlanda con 71 milioni e l’Austria con 44,6 milioni.L’Italia si piazza al sesto posto con 30,5 milioni seguita da Danimarca con 24,2 milioni e Belgio con 21,8 milioni.

 

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