L’agricoltore attivo e gli obblighi Iva

Tra i requisiti c’è proprio il possesso della p. Iva e dal 2016 è obbligatoria la dichiarazione annuale


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Domanda

Ho beneficiato nel 2014 di aiuti Pac per € 2.300 per titoli dalla riserva nazionale e ho la p. Iva agricola. Non sono né Iap né Cd. Sono tenuto a produrre dichiarazione Iva per il 2016?
Faccio presente che i proventi derivanti dall’attività agricola non superano € 6.000.

Risposta

Il lettore pone una domanda relativa alla necessità della dichiarazione dell’Iva nel 2016, ai fini del requisito di agricoltore attivo. L’individuazione dell’agricoltore attivo, in base al Dm. n. 6513 del 18 novembre 2014 e successive modificazioni, è verificata se il soggetto possiede almeno uno dei seguenti tre requisiti:
–    sotto un certa soglia di pagamenti diretti nell’anno precedente (€ 5.000 per aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; € 1.250 in altre zone);
–    iscrizione all’Inps, in qualità di coltivatore diretto o Iap o colono o mezzadro;
–    titolari di partita Iva attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, anche la dichiarazione annuale dell’Iva.
Il lettore ha percepito nel 2014 pagamenti diretti per un importo superiore a € 1.250 e svolge l’attività agricola in zone diverse da quelle montane e svantaggiate. Non è Iap né Cd.
Nel 2015, il lettore possiede il requisito di “agricoltore attivo” in quanto è titolare di una p. Iva attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014.
Ma, a partire dal 2016, il requisito di “agricoltore attivo” presuppone che l’agricoltore deve presentare anche la dichiarazione annuale dell’Iva. A tal fine l’agricoltore deve tenere la contabilità Iva dal 2015, nonostante l’agricoltore abbia un “volume di affari” inferiore a € 7.000 e operi in regime di esonero.


There are 6 comments

  1. Antonio

    Un produttore che ha fatto domanda unica nel 2013 ed e deceduto, a lui è succeduto il figlio ed ha continuato a fare domanda anche nel 2014 ricevendo i premi. Questa’ anno nella ricognizione preventiva non risulta in nessuna delle tre opzioni per essere agricoltore attivo. che deve fare?
    Grazie

    1. Fabio Giuseppe Lucchesi

      È evidente dalla lettura del quesito che il lettore conosce i requisiti soggettivi che occorre possedere per poter formulare la domanda di assegnazione titoli 2015 e la richiesta di aiuto. Alcuni di tali requisiti sono imprescindibili per l’erede e quindi bloccanti qualsiasi richiesta. Tuttavia si deve ritenere che la morte del padre ha comportato l’apertura di una normale successione dei beni dal de cuius posseduti e tra i quali saranno stati annoverati i terreni e i vecchi titoli che sono stati annullati il 31 dicembre 2014. Al momento si potrebbe integrare la dichiarazione di successione con una clausola integrativa con la quale si dichiara che nella successione viene trasferito anche il requisito del de cuius relativo all’anno 2013 che dà diritto alla richiesta di nuovi titoli da parte del successore sempre che quest’ultimo sia agricoltore attivo e abbia una partita IVA agricola.

      Fabio Giuseppe Lucchesi

  2. Claudio

    sono Claudio,
    mia madre è pensionata ed ha percepito lo scorso anno pagamenti diretti per 1600 euro.
    possiede 2 titoli, uno di 330 che rientra in un comune “svantaggiato”, l’altro titolo, in uno ne svantaggiato ne montano.
    può avvalersi della facoltà “di ricevere i pagamenti che rappresentano almeno il 5% dei restanti guadagni” per essere esonerata dalla tenuta della contabilità iva e tutto il resto? oppure che soluzione mi consigliate?

    1. Gabriele Chiodini

      La determinazione della soglia di non applicazione del requisito dell’agricoltore attivo, distinta tra zona montana e svantaggiata o altre aree, non è legata al valore dei titoli ma, bensì, alla percentuale della superficie dell’azienda che ricade in zona montana o svantaggiata. In particolare, non si applicano i criteri per la determinazione dell’agricoltore attivo a tutti coloro che hanno un valore dei pagamenti diretti inferiore a 5.000 € e la cui azienda ricade almeno per il 50% in zona montana o svantaggiata. Se l’azienda non ricade in zona montana o svantaggiata, la soglia di non applicazione scende a 1.250 €.
      Nel caso si oltrepassino queste soglie, per beneficiare dei titoli il richiedente dovrà possedere o il requisito previdenziale (iscrizione all’INPS come IAP o Coltivatore Diretto) o la partita Iva attiva in campo agricolo.
      In alternativa, c’è la possibilità di dimostrare il rispetto del requisito dell’agricoltore attivo se ricorrono determinati presupposti, tra cui quello che prevede che l’importo annuo dei pagamenti diretti sia almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno fiscale più recente per cui sono disponibili tali prove. A tal fine è necessario che i pagamenti diretti percepiti siano superiori al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole. Per il momento non è chiaro se la pensione percepita venga o meno conteggiata nella determinazione dei redditi percepiti anche se, dalle ultime indiscrezioni, sembra che ci sia la propensione a non considerarla.

      Gabriele Chiodini

    1. Angelo Frascarelli

      Questo quesito sottende il problema dell’agricoltore attivo. Infatti fino a 1.250 euro di pagamenti, percepiti l’anno precedente, l’agricoltore è automaticamente “attivo”.
      Se l’anno precedente l’agricoltore ha percepito importi superiori a 1.250 euro e l’azienda non si trova in zona montana o svantaggiata, l’agricoltore deve dimostrare il requisito di agricoltore attivo con:
      1. l’iscrizione all’Inps, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Iap) o colono o mezzadro;
      2. il possesso di partita Iva attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, anche la dichiarazione annuale dell’Iva.
      Il lettore-agricoltore non è in possesso di partita Iva e si presume che non sia iscritto all’Inps.
      In tal caso l’agricoltore può dimostrare il requisito di “agricoltore attivo” con una delle seguenti tre deroghe che hanno la stessa efficacia della partita Iva:
      1. i proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente rappresentano almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente;
      2. l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente;
      3. l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è registrata come attività agricola nell’oggetto sociale nel registro delle imprese.
      Il lettore-agricoltore deve verificare se rientra in una delle precedenti tre deroghe, in particolare la più semplice tra esse: l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente.
      La verifica della qualifica di “agricoltore attivo”, è eseguita da Agea sulla base dei dati dell’Agenzia delle Entrate; quindi l’agricoltore non deve fare nulla.
      Se le verifiche di Agea conducono ad una risposta negativa, l’agricoltore può presentare un’idonea documentazione attestante l’esistenza del requisito “agricoltore attivo”.
      Angelo Frascarelli

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