Laboratori tra i filari a Nova in Vigneto

Un importante momento di formazione nell’ambito della giornata in campo dedicata alla sostenibilità e all’innovazione nel vigneto


Tito Caffi

Nova Agricoltura in Vigneto non è stata solo un’esposizione, statica e dinamica, ma anche un importante momento di formazione. Quattro, in particolare, i momenti formativi che hanno avuto luogo tra i filari di Tenuta S. Anna (Annone Veneto, 8 giugno 2017), durante i tour guidati ai cantieri di macchine e attrezzature.

Focus sulla prevenzione e gestione dei danni da gelate primaverili per gli Agronominvigna Fabio Burroni e Marco Pierucci. Gli eventi nefasti di aprile 2017 ci hanno ricordato che non di solo eccesso di calore o di siccità possono soffrire le viti, ma anche di danni da abbassamenti repentini delle temperature, tanto più ingenti e temibili quanto più il termometro scende in concomitanza con germogliamenti precoci. La scelta della miglior combinazione varietà-terroir è il punto di partenza, cui va abbinata una potatura secca tardiva. Alle numerose tecniche preventive note da tempo (bruciatori tra i filari, combustione di materiali di risulta della potatura lungo le capezzagne, ventilatori…) se ne aggiunge una più innovativa e già sperimentata negli Usa, basata su trattamenti alla chioma con Pseudomonas fluorescens  per abbassare la carica superficiale dell’agente nucleante Pseudomonas syringae. In post gelata la situazione può essere parzialmente recuperata con trattamenti a base di biostimolanti e microelementi, oltre che con la scelta razionale dei germogli da favorire.

Michele Morgante (Istituto di Genomica applicata di Udine) ha ripercorso il cammino che in alcuni stati europei ha portato alla selezione di varietà resistenti (principalmente a peronospora e oidio) a partire dai vecchi ibridi euroamericani reincrociati con V. vinifera e che in Italia, in particolare, ha fornito di recente 10 nuovi vitigni, in moltiplicazione presso i Vivai Cooperativi Rauscedo e iscritti nel Catalogo Nazionale delle varietà di vite. Ulteriori nuove varietà resistenti, basilari per sostenibilità in viticoltura, potranno essere ottenute in futuro con tecniche più rapide e precise del reincrocio, come la cis-genesi e il genome editing.

Tito Caffi (nella foto) (Horta, spin-off dell’Ucsc di Piacenza) e Maurizio Bottura (Fondazione E. Mach di S. Michele all’Adige)  hanno illustrato come sia possibile ridurre l’impatto ambientale ed economico dei trattamenti sia in fase preventiva (grazie all’aiuto di sistemi di supporto alle decisioni, come vite.net, e a un’adeguata taratura del trattamento sullo specifico vigneto, per ridurre al minimo gli avanzi di prodotto in botte) sia nel post irrorazione, con opportuni trattamenti delle acque di lavaggio di trattore e atomizzatore.

Con i droni ora è possibile, come ha spiegato Salvatore Filippo Di Gennaro dell’Istituto di Biometeorologia Iminet-Cnr di Firenze, ricostruire immagini 3D delle chiome delle viti. Con un’accurata pianificazione del volo, utilizzando una specifica tipologia di camera multispettrale equipaggiata con un modulo Gps dedicato, diviene possibile elaborare sia tradizionali mappe di vigore 2D, sia mappe volumetriche di biomassa attraverso la ricostruzione 3D dei filari, più precise e rispondenti alla reale condizione di sviluppo della chioma.

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