La siccità restringe la bietola

Superfici in forte calo: nel 2015 coltivati meno di 40mila ettari


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La barbabietola italiana continua a soffrire.
Il 2015 ha fatto registrare una netta flessione delle superfici investite (vedi tab.): il bacino dello stabilimento di Termoli si è praticamente azzerato – 60 ettari (!) coltivati peraltro su terreni demaniali – e nello zuccherificio Eridania Sadam di San Quirico (Pr) gli investimenti – solo 6.800 ettari – risultano quasi dimezzati rispetto al 2014. Tiene invece il gruppo Coprob che ha consolidato un bacino complessivo di circa 31.500 ettari. In totale la superficie investita a bietole nel 2015 è stata di circa 38.400 ettari, con una contrazione di oltre il 26% rispetto all’annata 2014/15.

E il clima non ha aiutato. Dopo una fase primaverile regolare con buone premesse produttive, luglio a sparigliato le carte con temperature record (punte massime spesso prossime a 40 gradi) accompagnate da condizioni di grave insufficienza idrica. Solo con agosto si è registrato un abbassamento termico e qualche pioggia rilevante. «Le particolari condizioni climatiche – sottolinea in una nota Cgbi, la Confederazione generale dei bieticoltori Italiani – hanno indotto un’elevata virulenza della cercospora, Sono stati, inoltre, rilevati danni diffusi e significativi a carico dell’apparato aereo, imputabili alla presenza di larve di nottue defogliatrici, in particolare appartenenti alla specie Spodoptera exigua. Tale lepidottero, di origine tropicale, è risultato molto vorace e di difficile contenimento. In conseguenza di questi eventi, climatici e parassitari, a partire dalla prima decade di agosto, gli apparati fogliari sono risultati fortemente compromessi».

Così come i primi dati produttivi, solo in parte mitigati dalla pratica irrigua, che rappresenta un elemento significativo di differenziazione positiva. «Nel comprensorio Eridania Sadam-San Quirico – continua Cgbi – la situazione attuale registra una produzione media di radici pari a 54 t/ha, con polarizzazione media del 15,20% e una resa media in saccarosio, pertanto, pari a 8,2 t/ha. Le migliori performance si rilevano nel Mantovano, area a maggiore diffusione della pratica irrigua, con una produzione media attuale di saccarosio di circa 8,8 t/ha e punte superiori a 12 t/ha».

Nel comprensorio Coprob, le stime della Cgbi indicano, per l’area di Pontelongo un dato quantitativo medio di circa 57 t/ha di radici al 15% di polarizzazione, cui corrispondono 8,6 t/ha circa di saccarosio; tale parametro viene sostanzialmente confermato anche nell’area di Minerbio, dove si rileva una produzione di circa 52 t/ha di radici al 16,4% di polarizzazione. Fra le aree più performanti del bacino Coprob si segnala il “delta del Po”, che registra produzioni di saccarosio medie prossime a 12 t/ha. Risultati decisamente apprezzabili anche nell’area nord del Veneziano e fra Padova e Vicenza che registrano produzioni di saccarosio medie superiori a 10 t/ha.

Dati confermati da Marco Marani, responsabile tecnico di Coprob: «Siamo a metà campagna e abbiamo lavorato circa 900mila t di bietole. La coltura a fine giugno lasciava presagire ottimi risultati, ma siccità e temperature costantemente superiori alla media hanno compromesso il buon raccolto: per questo prevediamo un calo in volume di circa il 10% rispetto alla programmazione iniziale, con conseguente accorciamento della durata della campagna. La polarizzazione media di gruppo si attesta a 15,80. Gli zuccherifici stanno lavorando a pieno regime e va segnalata la nota positiva relativa a Pontelongo: il nuovo scarico ha agevolato e velocizzato le operazioni di ricevimento, rendendole similari a quelle di un piazzale piatto».

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