La Corte europea “in aiuto” dell’espropriato

In caso di indennizzo inadeguato per risarcire i danni morali


corte europea

La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha già avuto più volte occasione di occuparsi delle regole che in Italia disciplinano
gli espropri per utilità pubblica, non di rado bocciate in quanto eccessivamente sbilanciate a favore degli esproprianti, in specie nei casi di cosiddetta “espropriazione indiretta”, che si ha quando l’acquisizione del bene immobile non è preceduta da un atto di espropriazione formalmente regolare, ma è frutto del perdurare di un’occupazione o fin dall’inizio illegittima o divenuta tale per mancato regolare compimento del procedimento di esproprio.

Una recente sentenza della Corte europea ribadisce la necessità che la legge italiana sia compatibile con la Convenzione sui diritti dell’uomo e “viene in aiuto” dell’espropriato in caso di indennizzo inadeguato.

Tutti i particolari della sentenza nell’articolo a firma Francesco Mario Agnoli su Terra e Vita n. 14/2015.

 


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