La corsa al biologico sembra non fermarsi più

Anche molte multinazionali guardano con attenzione a questo business


biologico

Anche se per le cronache economiche l’interesse delle grandi aziende alimentari verso la produzione biologica non è una novità, ai primi di luglio la notizia dell’acquisto da parte di Danone del gruppo statunitense specializzato in prodotti lattiero caseari biologici The White Wave Foods ha avuto le prime pagine, non fosse altro per il valore di 12,5 miliardi di dollari attribuito all’azienda.

Dalle nostre parti le notizie non vanno in prima pagina, ma ne avrebbero tutto il diritto: Barilla ha cominciato a proporre pasta biologica negli Stati Uniti e in una mezza dozzina di Paesi europei. Per Miloud Benahouda, vice presidente per l’Europa occidentale, la nuova gamma potrebbe arrivare entro cinque anni a pesare il 10% delle vendite.

Granarolo, già leader nel lattiero caseario con la linea “Prima Natura Bio” ha acquisito la maggioranza della romagnola Conbio, che produce prodotti gastronomici vegetali biologici.

La secolare industria conserviera Rizzoli Emanuelli ha lanciato tonno, sgombri e alici in olio extra vergine biologico, Bolton alimentari ha presentato un tonno a pinne gialle Rio Mare sempre in olio bio, San Pellegrino (che fa capo a Nestlè) lancia Beltè in versione biologica…

L’immagine consolidata del piccolo produttore biologico tenace custode delle varietà locali e delle tecniche tradizionali va definitivamente in soffitta?

 

Un vasto fronte

«È sempre stata uno stereotipo abbastanza lontano dalla realtà – commenta Paolo Carnemolla, presidente di FederBio –. Fermo restando l’impegno per tutelare i piccoli produttori delle aree collinari e montane, ma anche della pianura, dov’è assai più urgente l’impegno per la difesa della biodiversità e per ridurre il carico di sostanze inquinanti, che da anni superano la soglia d’allarme, il nostro orizzonte non è mai stato limitato alla piccola scala, ma aveva e ha l’obiettivo di una grande conversione in chiave sostenibile dell’agroalimentare italiano.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 33-34/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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