La contaminazione delle acque non cala

L’ultimo rapporto Ispra rileva presenze di agrofarmaci nelle fonti idriche superficiali e profonde


contaminazione

Cresce la contaminazione delle acque superficiali e di profondità. Lo evidenzia l’ultimo “Rapporto nazionale sui pesticidi nelle acque” dell’Ispra pubblicato il 9 maggio 2016 e riferito all’anno 2014. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale è un ente di ricerca del ministero dell’Ambiente e il rapporto viene costruito sulla base dei dati forniti dalle Regioni e dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente. Le indagini hanno riguardato 3.747 punti di campionamento e 14.718 campioni nei quali sono state cercate complessivamente 365 sostanze e ne sono state trovate 224 diverse, un numero sensibilmente più elevato degli anni precedenti.

 

Le aree più sensibili

Le contaminazioni sono state rilevate nel 63,9% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali (il 21,3% con concentrazioni superiori ai limiti di legge) e nel 31,7% di quelle sotterranee (6,9% oltre limite).

La pianura padano-veneta è l’area con il maggior numero di positività, ma ciò dipende anche da una copertura del territorio che non è completa né omogenea: in quest’area si concentra infatti il 60% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale mentre non si dispone di informazioni relative a Molise e Calabria e mancano i dati relativi a cinque Regioni per quanto riguarda le acque sotterranee.

In alcune Regioni la contaminazione è più diffusa della media nazionale, arrivando a interessare oltre il 70% dei punti di rilevazione delle acque superficiali in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, con punte del 90% in Toscana e del 95% in Umbria. Nelle acque sotterranee la diffusione della contaminazione è elevata in Lombardia (50% dei punti), Friuli (68,6%), Sicilia (76%). Il monitoraggio mira alla salvaguardia dell’ambiente e non al controllo delle acque potabili, ma, queste ultime, spesso sono prelevate dagli stessi corpi idrici. In caso di contaminazione, pertanto, si rendono necessari interventi di depurazione.

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 19/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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