IV gamma, a tutto gas su innovazione e progetti di filiera

Convegno Aiipa a Roma: necessario comunicare meglio i punti di forza del comparto


IV gamma

L’Italia è il secondo paese al mondo per volumi e vendite di insalate di quarta gamma, dietro solo alla Francia. Ma l’intero mercato relativo ai prodotti di quarta gamma non trova il suo asset e segna trend altalenanti. Nel 2015 ha registrato un andamento di crescita concreto: +3% nelle vendite a valore e +2,8% in quelle a volume rispetto al 2014, per un fatturato complessivo di 800 milioni di euro. L’inizio del 2016 è stato invece caratterizzato da un andamento negativo che ha coinvolto l’intero mercato dei beni di largo consumo confezionato. Gli ultimi dati rilasciati dall’istituto di ricerca Nielsen, relativi al mese di giugno 2016, riportano in positivo, rispetto all’anno precedente, le vendite a valore e a volume del segmento della IV gamma: +1,5% a volume e +0,7% a valore per un totale di 96.193 tonnellate e 714.329.000 euro. Netto l’incremento a volume del mese di giugno rispetto a quello di maggio 2016: +3,2%.

 

Le richieste del mercato

Quelli appena citati sono dati che meritano attente valutazioni e analisi al fine di incrementare nuove strategie per un più costante sviluppo futuro del settore. Per fare ciò bisogna, prima di tutto, sapientemente intercettare le nuove abitudini di consumo che si vanno delineando. Secondo recenti studi del Crea i consumatori esprimono una crescente domanda di servizi, tra questi, i principali sono la facilità di acquisto e preparazione degli alimenti. Inoltre, il consumatore medio è sempre più attento alla qualità e salubrità dei prodotti che acquista. La quarta gamma mira a soddisfare queste esigenze investendo molto sull’innovazione di prodotto, come affermato da Michele Pisante, commissario delegato del Crea, in occasione del convegno degli industriali Aiipa svoltosi a Roma. «Le attività di ricerca sui prodotti ortofrutticoli di IV gamma – ha dichiarato Pisante – sono oggi volte ad ampliarne le opportunità di consumo. A fronte di queste necessità, molti progetti di ricerca sono incentrati prevalentemente sul miglioramento genetico e la difesa fitosanitaria delle orticole in pieno campo e in apprestamenti protetti».

 

Miglioramento genetico

La selezione di nuove varietà permette, come specifica Pisante, di avere un prodotto con delle caratteristiche qualitative (più glucosinolati e flavonoidi), di resistenza (meno malattie fungine e batteriche) e agronomiche (tardiva fioritura, ridotto accumulo NO3) migliorate.

Tutto ciò comporta la nascita di nuove linee tolleranti a malattie, di genotipi ad alto contenuto di antiossidanti e varietà potenziali per nuovi segmenti di mercato.

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 46/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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